Il Tirreno

Livorno

I piedi d’oro di Paulinho le mani sante di Mazzoni

I piedi d’oro di Paulinho le mani sante di Mazzoni

Duncan a centrocampo quasi un fenomeno paranormale, Emerson col frac, Bernardini cancella Caracciolo, Luci sempre primo su tutti i palloni sporchi

4 MINUTI DI LETTURA





8 MAZZONI

Benedette quelle mani, di certo non strappate all'agricoltura. Lo senti che l'ultimo baluardo ti protegge, lo capisci che puoi fidarti. Smanaccia nel primo tempo su un tocco sporco di Caracciolo, sul gol non può certo coprire tutta la porta. Diventa il grande protagonista nel finale. Ogni angolo e ogni punizione del Brescia è una fitta al cuore, ma Lucone non sbaglia mezza uscita, le prende tutte lui. E ci porta per mano in finale, lui che la maglia amaranto ce l'ha tatuata sul cuore.

7 BERNARDINI.

Ci mette la testa, ci mette il piede, ci mette tutto ciò che può per fermare Caracciolo. Le prende e le dà. Una guerra. Alla fine però l'Airone non segna (era reduce da 10 gol nelle ultime 9 giornate) ed è anche per merito suo.

7,5 EMERSON.

Siamo qui a pensare se ha sbagliato un intervento. No, non ha sbagliato niente. Gioca col frac, elegante ma terribilmente efficace, sempre piazzato al punto giusto. Con Emerson ministro della difesa non ci sono scontri di piazza. Dirige e avanza a testa alta, i suoi lanci per Paulinho e Dionisi mettono in ansia la difesa del Brescia, i suoi cambi di gioco danno respiro al Livorno. Che giocatore…

7 CECCHERINI.

Questo ragazzo un anno fa giocava in serie D, davanti a 125 persone. Immaginate cosa ha provato entrando in campo, davanti a un muro amaranto, il muro della sua città. Non ha paura della battaglia, entra con vigore su Caracciolo e Corvia, sceglie bene se usare l'anticipo o usare la posizione. Ormai è un giocatore: un altro dei grandi meriti di Nicola e della società che ha creduto in lui.

6,5 SCHIATTARELLA.

Tarantolato finché ha birra in corpo, poi si gestisce e nel finale fa il terzino puro. Giustamente, perché il Brescia spinge e dietro c'è bisogno di tenere la cerniera chiusa. Qualche discesa in meno, qualche chiusura in più.

7 LUCI.

Grande battaglia in mezzo al campo, dove nel primo tempo lui e Duncan tengono in piedi la baracca. Con quel cerotto sulla testa sembra un pirata, che si esalta nella battaglia. Arriva spesso primo sui palloni sporchi, e cerca anche qualche penetrazione. Con l'ingresso di Gentsoglou avanza di qualche metro il raggio d'azione, ma garantisce copertura fino alla fine. Da capitano.

8 DUNCAN.

Arriva sempre prima sul pallone. E le cose sono due: o ha il 54 di piede, oppure è un fenomeno paranormale. Il primo tempo è strepitoso, si divora Budel, sovrasta Finazzi e Rossi, spacca la manovra del Brescia e imposta. Ti assale solo un dubbio: ma quanto potrà durare? Nel secondo tempo è bravo a gestirsi, qualche sgroppata in meno e qualche giocata di posizione in più. Walter Mazzarri, guardando la partita in tv, deve aver tirato un sospiro di sollievo. Non sappiamo se è da Inter, difficile dirlo: di certo è pronto per la serie A.

6 LAMBRUGHI.

Non è Robben, non si può chiedergli di puntare la porta. Nasce centrale o terzino destro nella difesa a 4, e quando gioca esterno di centrocampo sai già che: 1) in fase difensiva ti regalerà protezione, 2) in fase d'attacco avrà qualche problema. Il Brescia gli lascia praterie, Lambru a volte prova la giocata ma preferisce stare sulle sue.

6 BELINGHERI.

Capita anche ai migliori di non incidere. E Luca, con 14 gol, è uno dei migliori, perché ci ha trascinato in finale con le sue partite da leccarsi i baffi.

Stavolta naviga a vista tra centrocampo e attacco, non trova il guizzo per infilarsi e non trova il ritmo per dare una mano a centrocampo. Tant'è che Nicola a inizio ripreso la toglie. Un bel riposino e state tranquilli che con l'Empoli tornerà protagonista.

6,5 DIONISI.

E' sempre difficile dare un voto a "Dio". Perché per la generosità ti verrebbe da dargli 8, visto che va in continuo pressing sui difensori, si sbatte, combatte. Incide meno sotto porta, ma resta un giocatore fondamentale.

8 PAULINHO.

Un giorno ci spiegherà dove trova la forza di fare due scatti di 30 metri come quelli visti negli ultimi 5 minuti. Fa tutto. Ci porta in finale con un altro gol, concedendosi il bis dopo quello di Brescia. Prende una traversa, tiene su 80 palloni, apre il gioco, fa sponda., usa il fisico e i piedi con la stessa facilità. Decisivo, tanto per cambiare.

6 GENTSOGLOU.

Entra e il Livorno prende gol, ma non certo per colpa sua. Fa diga davanti alla difesa, a volte cerca la profondità, nel complesso è la classica partita di sacrificio.

6 GEMITI.

Lui invece entra per Lambrughi per dare più spinta a sinistra, ma il Livorno dopo pochi minuti pareggia, e così va a fare quasi il terzino. sv DECARLI.

Una manciata di secondi per Dionisi.

7,5 NICOLA.

Cerca di togliere la pressione di dosso ai suoi uomini, ordina di restare calmi dopo aver subito il gol, poi da bordocampo si scatena per dare ordini. Il condottiero ormai è in prima linea con l'elmetto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web