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Bagni, nuovo dietrofront: apertura domenica 19, ma è guerra tra stabilimenti
Scoppia il caos tra i titolari degli stabilimenti: si dimette il presidente Giachetti (bagni Tirreno) che accusa il Comune di non aver rispettato i patti e annuncia che l'accordo per l'allungamento della stagione è saltato. Ma i suoi colleghi lo smentiscono. Ganni (bagni Lido) e Picchi (Roma): "Dimissioni accettate, nessun problema col Comune". Duro l'assessore Nebbiai: "Le parole di Giachetti sono sconcertanti, non lo ricevo più".
L'allungamento della stagione balneare ci sarà. A due giorni dall'apertura degli stabilimenti la telenovela dei bagni in salsa livornese vive un'altra puntata. Stavolta è un batti e ribatti di dichiarazioni e smentite. Si svolge tutto in una giornata frenetica. Attorno all'ora di pranzo arrivano le dimissioni di Gianfranco Giachetti - titolare dei Tirreno - dalla carica di presidente del sindacato dei balneari e il suo annuncio: "L'accordo verbale sulle aperture e chiusura della stagione perde la sua efficacia". Come dire: niente apertura domenica 19 e niente più chiusura posticipata di una settimana. Ma nel pomeriggio i suoi colleghi lo smentiscono. Riccardo Ganni (Lido) e Andrea Picchi (Roma) al Tirreno spiegano: "Giachetti ha preso una posizione personale. Accettiamo le sue dimissioni e confermiamo che le date concordate con l'amministrazione comunale non verranno toccate: si apre il 19 maggio e si chiude il 29 settembre".
Tra l'altro - a sorpresa viste le parole di Giachetti - anche i bagni Tirreno subito dopo confermano l'apertura per la giornata di domenica. "Ma sulla chiusura è tutto da vedere. E la scelta nasce non dall'accordo col Comune ma dall'impegno che ormai abbiamo preso con i nostri clienti", puntualizza Giachetti.
L'unico bagno che non aprirà in anticipo sono i Pancaldi. "Ma lo avevamo già detto all'incontro in Comune. Non è una ripicca ma una questione organizzativa: non ce la facciamo con i tempi dopo i danni subiti dalle mareggiate di quest'inverno", spiega il titolare Giorgio Bonaventura.
Ma i disaccordi tra gestori si intersecano anche con le bombe di Giachetti contro il Comune, in particolare contro l'assessore al demanio Valter Nebbiai.
Era stato lui ad annunciare con soddisfazione l'apertura anticipata (di 3 giorni!) rispetto al calendario classico: domenica 19 maggio anziché mercoledì 22. Nell'accordo si prevedeva anche lo slittamento della chiusura al 29 settembre (anziché al 20). Ora Nebbiai è accusato da Giachetti di non aver rispettato i patti perché la trattativa prevedeva anche una discussione con l'assessore al traffico Bettini sui parcheggi per i motorini e su una maggior disponibilità di mezzi pubblici nelle notti d'estate.
"Ma l'assessore Bettini da me consultato personalmente si è preso l'impegno di ricevere i balneari e siccome non metto in dubbio la sua corretteza mi sembra un argomento aleatorio - risponde Nebbiai -. Se Giachetti si è dimesso ha fatto bene, le sue dichiarazioni sono sconcertanti e incredibili. L'impegno di tutti era chiaro. Sia ben chiaro: qualora rimanesse al vertice dell'associazione io non lo riceverò più".
Era stato il nostro giornale ad aprile a sollevare il caso, prima riportando l'idea di Valter Nebbiai di allungare la stagione fino al 6 ottobre, poi ricordando che l'80 per cento dei bagni in Italia ha aperto l'attività tra il 25 aprile e il primo maggio mentre a Livorno la stagione sarebbe stata più corta di un mese rispetto anche ai cugini di Tirrenia e Marina di Pisa. I balneari si erano mostrati subito divisi (Fiume, Pejani e Lido a favore dell'allungamento della stagione, Pancaldi, gli altri a metà del guado). Poi l'annuncio dell'accordo da parte di Nebbiai e oggi - due giorni prima dell'apertura - la smentita, a sua volta nuovamente smentita: domenica tutti al mare, pioggia permettendo...
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