Il Tirreno

Livorno

Coltelli, katane e droga nei boschi: sei arresti

di Lara Loreti
Coltelli, katane e droga nei boschi: sei arresti

In manette cinque giovani marocchini e un operaio di Castiglioncello La cocaina tagliata in condizioni igieniche pessime. Scene filmate dai carabinieri

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LIVORNO. Due giovani tagliano la droga nel bosco. La adagiano per terra, su pezzetti di buste, nel folto del bosco. A un tratto un pezzo di cocaina cade. Uno dei due lo riprende, gli dà una strusciatina sui pantaloni per “pulirlo” e poi lo impacchetta come nulla fosse, dopo averlo sciolto facendone una dose.

Sono le immagini di un filmato (visibile sul nostro sito internet www.iltirreno.it) girato dai carabinieri a Vallin Dell’Aquila, dove sono stati arrestati due marocchini per detenzione di droga ai fini di spaccio. Altri tre, della famiglia Jarmouni, sono stati invece fermati nei boschi di via di Popogna. Una maxi operazione antidroga che i militari dell’Arma, guidati da Claudio Gallù, comandante del Nucleo operativo radiomobile, hanno portato a termine mercoledì. Il blitz è scattato all’alba ed è andato avanti fino a sera. Contemporaneamente, a Rosignano marittimo, i carabinieri hanno fermato dei minori con marijuana e poi arrestato un giovane del posto, originario della Sicilia, considerato il pusher.

Nei boschi livornesi i carabinieri hanno sequestrato cocaina, katane, coltelli, e poi soldi e materiale per confezionare la droga. In manette sono finiti cinque marocchini: i tre della famiglia Jarmouni, nota alle forze dell’ordine per fatti di droga, sono stati sottoposti a fermo indiziario di delitto. Sono stati presi in via di Popogna, dove si erano stabiliti con una tenda. Si tratta di Ahmed, 34 anni, Fouzi e Abdelkrim, entrambi 32. In manette anche Abdel Kerim, 27 anni, e Moahmed Benchiuca, 19, entrambi marocchini. Loro sono stati fermati nel bosco di Vallin Dell’Aquila. In tutto sono stati sequestrati 300 grammi di cocaina, poi materiale per il confezionamento, telefoni e soldi.

I carabinieri denunciano le condizioni igieniche pessime in cui viene tagliata la droga. Un degrado che emerge anche dalle foto fatte dai militari dell’Arma in cui si vedono il degrado e la sporcizia in cui questi giovani vivono. «Si pensi che i tossici acquirenti si iniettano in vena quella sostanza - fa notare il capitano Claudio Gallù - I rischi per la salute sono altissimi».

Il comandante provinciale Massimiliano Della Gala lancia un appello ai cittadini: «Chi va a correre o va in bici nei boschi ponga molta attenzione e, in caso di sospetto, chiami subito i carabinieri: è per questo che noi monitoriamo attentamente il fenomeno dello spaccio in collina e cerchiamo di limitarlo il più possibile. Dal reato di spaccio infatti ne possono nascere altri: basta guarda i coltelli e le armi che abbiamo sequestrato». Come sottolinea il capitano Luigi Perri, comandante del Nucleo investigativo, una volta nelle tende nei boschi è stata trovata anche una pistola.

In manette mercoledì è finito anche un giovane operaio di 26 anni, Claudio Aleo, di Castiglioncello, arrestato a Rosignano Marittimo, dove lavora in una ditta come operaio edile. Il giovane è stato preso dai carabinieri di Rosignano Solvay: i militari nel corso dei posti di blocco organizzati in occasione dell’operazione Colline pulite, hanno individuato un ragazzino del posto di 16 anni che aveva comprato dal 26enne della marijuana (20 grammi). Dal minore - subito affidato ai genitori - i militari sono risaliti all’operaio, che è stato preso sul posto di lavoro. La successiva perquisizione in casa, come accertato dai carabinieri, ha fatto emergere che Aleo teneva nella sua stanza 110 grammi di marijuana e 3 di cocaina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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