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SOTTO LA LENTE Il rapporto del centro impiego con gli utenti

SOTTO LA LENTE Il rapporto del centro impiego con gli utenti

«Su 100 utenti iscritti al Centro Impiego, 87 non lavorano. Ma in passato 13 sono stati aiutati dal Centro a trovare un lavoro (di so- lito precario). E 33 conoscono qualcuno che, grazie al Centro,...

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«Su 100 utenti iscritti al Centro Impiego, 87 non lavorano. Ma in passato 13 sono stati aiutati dal Centro a trovare un lavoro (di so- lito precario). E 33 conoscono qualcuno che, grazie al Centro, ha trovato un lavoro». Morale della favola: l’89% degli intervistati «consiglierebbero ad un amico o conoscente che cerca lavoro di ri- volgersi al Centro Impiego». È la fotografia che arriva da Franco Bortolotti (Ires Toscana) al semi- nario in Provincia. Facendo la pa- gella al Centro impiego (foto) rac- conta che Il 97% degli utenti loda la cortesia del personale, il 94% dice che le informazioni sono chiare. A ciò si aggiunga l’apprez- zamento dell’86% delle imprese.

Ma c’è un “ma”, e salta fuori quando la domanda passa a sondare se il Centro impiego ha aiutato a trovare effettivamente un lavoro: qui le percentuali si dimezzano e precipitano al 47%.

Colpa del fatto che scarseggia la materia prima: il lavoro appunto.

Lo segnala un’altra relazione, quella di Rob erta Pini (Eurema): in pochi anni si è dimezzata la percentuale di aziende che hanno intenzione di assumere qualcuno nel biennio successivo, lo dice il rapporto Excelsior che anno dopo anno va a tastare il polso di un vasto campione di imprenditori.

I numeri: fino a prima della crisi contava di aprire le porte a nuovo personale più di una azienda su quattro (il 26,5% nel 2007 e il 28,5% nel 2008), nella prima fase della crisi si scende sotto il 20% (19,8% nel 2009 e 18,6% l’anno successivo) per risalire poi sopra il 22% nelle previsioni riguardan- ti il 2011, quando le avvisaglie di ripresina avevano fatto sperare che i guai fossero alle spalle. E il 2012? Giù di botto: solo il 14,4% delle ditte pensa a assumere.

Intanto, i Centri sono sotto pressione perché con personale contato devono far fronte anche alle esigenze dei cassintegrati e alle richieste di chi è interessato a ottenere benefici come l’esenzione ticket. Ma restando in mezzo al guado perché scollegati dalle politiche attive del lavoro e senza sapere se tutto finirà in braccio allo Stato, alla Regione o a chissà chi.

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