Toscana
«Ecco come usavo i soldi di Porto 2000»
Bruno Lenzi era accusato di associazione a delinquere «Un errore patteggiare, adesso rivoglio la mia dignità»
LIVORNO. «La mia colpa è stata quella di aver usato un conto anticipi che non avrei dovuto prendere, nonostante ne avessi avuto autorizzazione verbale da parte dei revisori dei conti e nonostante ogni fine mese ne pareggiassi la situazione. Quel conto non era di Bruno Lenzi, era un conto usato da più persone per la funzionalità dell’azienda, ci pagavamo le spese correnti. Per poter concorrere con porti a noi vicini, è vero, usavamo anche metodi poco ortodossi ma in quegli anni Livorno non ha perso nemmeno una nave da crociera. I quadri? Comprati con i miei soldi».
L’ex presidente della Porto 2000 è stato al centro dello scandalo che ha coinvolto gli ex vertici della società e diversi imprenditori. Ad oggi, con il processo principale ancora in corso, Lenzi risulta uno dei pochi ad aver chiuso, almeno sulla carta, i suoi conti con la Giustizia.
Gravissimi i reati dei quali era accusato: associazione per delinquere ai fini del peculato, emissione di false fatturazione, estorsione e rimozione di sigilli. Imputazioni tanto gravi che i suoi legali di allora gli consigliarono di patteggiare.
«Tornassi indietro - dice Lenzi stringendo un memoriale di venti pagine - non lo rifarei e le cose adesso mi stanno dando ragione. Invece tre anni fa con la garanzia che i miei beni non venissero sequestrati e poi confiscati, come invece è accaduto, accettai. Cambiarono le carte in tavola la mattina dell’udienza alla quale io non ero presente e quando seppi che le cose erano state stravolte, ormai era troppo tardi».
Oggi Lenzi che è anche finito in carcere per essere evaso dagli arresti domiciliari nell’aprile dello scorso anno, dice di essere «stufo e stanco», di «rivolere indietro la mia dignità», di essere «finito in un tritacarne per colpa della casta che governa la città» e di trovarsi «sul lastrico». E soprattutto «di poter dimostrare la mia innocenza». Una strada questa difficile da percorrere vista la scelta processuale fatta da Lenzi con il rito alternativo e le testimonianze in mano all’accusa.
«Eppure - prosegue l’ex numero uno dell’Srl - un anno e mezzo fa il giudice ha assolto me e Bruno Crocchi, ex responsabile in Porto 2000 del’area commerciale, dal reato di omessa denuncia per un dipendente che aveva fatto sparire del denaro. Quella è prova che la Porto 2000 è una società privata, dunque il peculato, il reato più grave del quale ero accusato decadrebbe. Il problema è che la sentenza è stata appellata e non se ne è più saputo nulla».
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