Il Tirreno

Livorno

Addio a Orsucci una vita spesa per lo sport di tutti

di Juna Goti
Addio a Orsucci una vita spesa per lo sport di tutti

Storico dirigente Uisp, fondò il pattinaggio La Stella cronometrista del remo e appassionato di calcio

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LIVORNO. Si è chiusa da poche ore la Coppa Risi’atori. In edicola c’è l’inserto speciale del Tirreno che racconta regata e vincitori. In redazione squilla il telefono: «Ciao sono Giovanni, Giovanni Orsucci. Avete pubblicato quella bella foto della partenza, dove si vedono le barche a remi e la Meloria. Ecco, quello che sventola la bandierina allo start sono io: non è che potreste mandarmela?». «Giovanni – gli risponde il cronista – ma lei è di spalle, si vede a malapena la mano». E lui: «Non importa mica che mi si veda, è un bel ricordo, io lo so che ero lì..».

Giovanni Orsucci era tutto qui. In questa risposta data di getto, col sorriso sulle labbra, in una calda mattina di giugno. Era uno di quelli che stanno dietro le quinte dello sport “per tutti”. Uno di quelli che con il loro lavoro - rigorosamente volontario - danno linfa vitale a quelle discipline che in molti si ostinano ancora a chiamare “minori”. Storico dirigente della Uisp livornese, si è spento ieri nel reparto di cure palliative dell’ospedale di viale Alfieri.

Fra pochi giorni, il 27 maggio, avrebbe compiuto 74 anni. Una vita spesa a far correre lo Sport. Quello delle famiglie, dei giovanissimi e dei trofei, più che dei grandi nomi e dei compensi da professionisti. Un amore per gare, garette, eventi nazionali e feste organizzate anche solo per la voglia di stare insieme e imparare a crescere, che lo scorso anno gli era valso l’ambito premio “Le nozze d'oro con lo sport”: una onorificenza conferita dall'Unione nazionale veterani dello sport a ventisei soci in tutta Italia. Prima c’erano state anche la medaglia di bronzo ricevuta dalla direzione nazionale del Coni e, soprattutto, la medaglia al merito sportivo del presidente della Repubblica.

In pensione dal ’94 (aveva lavorato ai Mezzi meccanici, in porto), Orsucci era da oltre vent’anni presidentissimo della Lega pattinaggio Uisp, dirigente tuttofare nel mondo del calcio minore e giudice-cronometrista del Palio marinaro.

Le cronache sportive, scritte anno dopo anno da Mario Orsini, raccontano il suo impegno per le società dilettantistiche e il suo amore incondizionato per le rotelle. Da quando, a metà degli anni Cinquanta, con la maglia numero nove, sgambettava sui campetti di mezza Toscana con i Fratelli Gigli e il mitico Campanile, a quando, appese le scarpette al chiodo, iniziò a dare una mano alla Uisp. «E benché sia passato mezzo secolo – scherzava davanti al taccuino del cronista – non ho mai smesso: mi dovrete sopportare ancora per un bel po’...».

Quando le sue due figlie, Claudia e Silvia, erano ancora piccole, si inventò praticamente dal nulla la società di pattinaggio La Stella, accanto al “bombolone” del gas dietro casa, tra lo stadio e il viale Nazario Sauro. Gli inizi, per la società, furono quasi pionieristici. «Con gli altri genitori abbiamo dovuto rimboccarci le maniche e aguzzare la fantasia – raccontava qualche tempo fa al Tirreno – non c'era la luce e gli spogliatoi erano all'interno di un paio di autobus in disfacimento».

Per molte atlete del pattinaggio - che lo hanno visto correre per vent’anni tra una pista e l’altra - resterà sempre il signore con i capelli bianchi che alla prima premiazione della vita, dopo una gara andata così e così, ti metteva in mano una coppa formato mignon e guardandoti negli occhi diceva: «Vedrai che la prossima volta salirai sul podio, me lo sento».

I funerali saranno celebrati oggi: partenza alle 15.15 dalla camera mortuaria e funzione al cimitero dei Lupi. Intorno alle figlie e alla moglie Vania l’abbraccio del mondo dello sport e dei “suoi”, delle “sue” atlete.

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