Gioco
Romano chiama Di Pietro L’Idv prova a rialzarsi
Domani l’ex presidente sarà in città per inaugurare la sede. Partito a congresso Il livornese entra nella commissione che riscrive lo statuto: «Ecco cosa faremo»
LIVORNO. Sembrano passati anni luce da quando le mosse di Idv e le tensioni col Pd di via Donnini facevano tremare la giunta comunale: dimissioni, litigate in Consiglio, un elettorato che sembrava crescere tra comitati e proteste, con il sindaco costretto a cambiare tre vice, tutti dipietristi. Invece di mesi ne sono passati pochissimi: giusto il tempo di assistere allo scontro con Report, che ha indagato sulle case del leader e la gestione dei fondi pubblici. Poi l’alleanza disastrosa con Rivoluzione Civile, l’uscita dal Parlamento e il presidente che si è dimesso da un partito allo sfascio. Domani Antonio Di Pietro, in tour elettorale, sarà a Livorno per inaugurare la sede Idv in via Ferrigni 137: taglio del nastro alle 13.30, poi il buffet. È l’ultimo passaggio in città prima del congresso che il 30 giugno proverà a dare un nuovo volto al partito. «Di Pietro non si ricandiderà – ricorda il segretario provinciale, Andrea Romano – sarà una sorta di “padre nobile” per permettere il ricambio dopo vent'anni. Al congresso ci saranno quattro nomi: Niccolò Rinaldi (parlamentare europeo, commissario in Toscana), Ignazio Messina (già responsabile enti locali), Antonio Borghesi (ex capogruppo alla Camera), Matteo Castellarin (37enne del Friuli)».
E a Livorno? Andrete a congresso? In molti vi danno per finiti...
«Si dovranno ricredere. L’ipotesi è che si vada a congresso entro il 2014. Intanto stiamo lavorando: faccio parte di una commissione nazionale di sei iscritti al movimento giovanile, incaricata di riscrivere lo statuto. Sui candidati al congresso voglio mantenermi super partes, per far sì che tutti inseriscano le istanze della commissione nelle mozioni».
Cosa chiedete?
«Di aumentare la democrazia interna: il movimento era nato intorno a una figura, Di Pietro, ma poi è maturato. Occorre riformare i meccanismi: insomma, meno nomine e più elezioni. Poi la trasparenza dei fondi: abbiamo mandato via i vari Maruccio...».
Perdoni, al caso Maruccio ha pensato soprattutto la finanza.
«Ok, ma noi abbiamo mandato via dal partito personaggi come questo, altri non lo hanno fatto. Comunque non è bastato. In una realtà come Idv, che nasce con certi valori, non possono e non devono verificarsi falle come questa. Terzo: vogliamo rivedere il sistema delle cariche, porre ad esempio un limite ai mandati».
Cercate di grillizzarvi?
«Abbiamo preso in considerazione il sistema grillino, ma l'”internettizzazione” del partito non funziona. Già ora, tra i 5 Stelle, vediamo mamma e figlio in Parlamento e problemi nella gestione dei fondi in Piemonte. Non credo nella rete come forma di prevenzione di certi costumi: anche su Internet votano gli italiani…»
Dipietristi di spicco, come la dirigente provinciale Nicotra e il responsabile del circolo Atl, Orsi, hanno fondato un’associazione socialista: vi state sfaldando?
«L'associazione è un'idea partita da alcuni iscritti per rilanciare istanze di sinistra dentro Idv. Non è sfaldarsi, ma arricchire il dibattito. Non puntano a fare liste alternative».
Il governo col Pdl è stato uno choc per la base Pd. La base Idv come ha reagito agli scossoni degli ultimi mesi?
«Ci siamo accorti che crescere in fretta mantenendo le vecchie regole, ha fatto sì che nel partito entrasse di tutto, anche gente che l'ha rovinato. Quanto a Di Pietro, penso che Report gli abbia tirato un colpo basso: sono le vecchie accuse dei media di Berlusconi che poi lo hanno dovuto risarcire».
Lei si ricandida?
«Sì, sarebbe comunque una tornata che anticipa la scadenza naturale del mio mandato, a metà 2014».
Amministrative: Idv alleata con chi?
«L'alleato naturale sarebbe il centrosinistra, dovremmo prepararci a discutere col candidato del Pd. Io, però, non me la sento di aprire trattative con chi verrà dopo senza avere costruito qualcosa già adesso. O rimettiamo insieme i cocci del centrosinistra o Grillo spazia via tutto».
Quindi?
«Abbiamo trovato orecchie attente. Qualche settimane fa abbiamo incontrato il sindaco, in via informale, e abbiamo discusso tre punti; 1) ripubblicizzazione di Asa (e Del Lucchese a presiedere la commissione speciale); 2) rientrare in possesso delle nostre “facoltà politiche” in tutte le commissioni consiliari; 3) coinvolgere Raphael Rossi, già consulente di realtà ambientali importanti, nella gestione Aamps».
Insomma, tanti litigi poi vorreste tornare insieme?
«Nonostante quello che è successo, non vogliamo rinunciare a responsabilità di governo. E restare divisi fino al giorno prima delle elezioni non sarebbe credibile. Io credo ancora in una foto di Vasto in versione livornese, anche con un allargamento a sinistra e al centro, purché non si sfori nel centrodestra. I grillini correranno da soli».
I 5 stelle hanno spopolato anche qui: non pensa che vi mangeranno voti?
«Il pescaggio è reciproco. Molto dipenderà dalla credibilità delle persone. Non nego che tra Idv e Movimento ci siano istanze comuni, ma la differenza è che a noi non interessa vincere o perdere da soli, ma costruire. Su una cosa voglio essere chiaro: se resterò segretario sarò intransigente sul no alle scorciatoie: come Idv presenteremo in tutti i comuni della provincia una nostra lista, mettendoci la faccia. Niente liste civiche. Poi decideremo come allearci in base ai programmi. Puntiamo a superare ancora il 5 per cento».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
