Il Tirreno

Livorno

Per curare l’Aamps Cosimi sceglie il suo portavoce

di Giulio Corsi
Per curare l’Aamps Cosimi sceglie il suo portavoce

Il nuovo amministratore unico è Enzo Chioini, ex assessore a Castagneto, membro di direzione del Pd. Porterà nell’azienda dei rifiuti la linea del sindaco, ma resta da capire quale: quella lacrime e sangue di Rosi o una più soft? Il problema di fondo sono i 21 milioni di debiti...

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Chissà se al terzo giro la scelta del sindaco Cosimi sarà più fortunata: dopo Angelo Rosi e Nicola Falleni al vertice di Aamps arriva Enzo Chioini.

Cosimi stavolta ha scelto ancor più in casa (Falleni è dirigente responsabile della programmazione economico-finanziaria dell'amministrazione comunale ed è per questo che si è dimesso neanche due mesi dopo l'incarico) e ancor più tra i suoi fedelissimi per gestire una situazione finanziaria che resta vicina al collasso con oltre 21 milioni di debiti: Chioini infatti fino a ieri faceva il portavoce del primo cittadino, da oggi è il nuovo amministratore unico di Aamps.

Ex assessore all'ambiente del Comune di Castagneto, ex membro del consiglio di amministrazione di Asiu, l'azienda servizi igiene urbana di Piombino, Campiglia, Suvereto, San Vincenzo e Castagneto, membro del direttivo locale del Pd, Chioini porterà indiscutibilmente in Aamps la linea del sindaco. Il problema sarà capire quale.

Se infatti Angelo Rosi - a cui Cosimi aveva dato carta bianca - era riuscito con modi che avevano creato una vera e propria guerra con sindacati e lavoratori, a sbrogliare una situazione che stava portando Aamps all'avvio della procedura concorsuale e dunque al possibile fallimento, convincendo i creditori a dilazionare i loro crediti su quattro anni ad interessi zero, ma anche costringendo i lavoratori a pesanti sacrifici con tagli di stipendi, indennità e privilegi acquisiti negli anni, sembra improbabile che lo stesso pungo di ferro possa essere usato da Chioini che anziché il portavoce finirà per fare il portatore delle volontà del primo cittadino. E che oltretutto non ha l'esperienza di un Rosi, noto in tutta Italia per il suo ruolo di manager e a LIvorno per aver gestito la crisi del Cantiere Orlando e delle Ceramiche industriali.

Per salvare Aamps basterà l'operazione di recupero dei milioni di Tia non pagata iniziata da Rosi e la riacquisizione di servizi che erano esternalizzati come ad esempio la raccolta della carta? Difficile se si crede alle parole di Rosi secondo cui la cura da cavallo interna ed esterna era l'unica soluzione per un'azienda in cui "su 264 dipendenti nessuno è addetto alla spazzamento delle strade" e in cui "negli anni c'è stata una rincorsa nella crescita dei livelli, spinta dai sindacati e autorizzata dai vertici, che ha portato ad avere 4 dirigenti e 11 quadri. A Pisa hanno un dirigente e 2 quadri. Qui invece negli anni sono spariti i livelli bassi che consentono le operazioni quotidiane di carico e scarico per esempio e così siamo stati costretti a esternalizzare. La ristrutturazione di un'azienda di questo tipo è difficile, non c'è truppa e gli ufficiali non possono scavare le trincee".

Va detto che un mese fa l'assessore al bilancio Nebbiai si era mostrato moderatamente ottimista sui conti di Aamps: "La situazione finanziaria- aveva detto durante la seconda commissione - è tutto sommato gestibile". E i consiglieri si erano mostrati in maggioranza soddisfatti della nuova idea di governance che prevedeva "un maggior controllo del Comune, un contenimento dei costi e un aumento dell'efficienza".

Ora con la nomina di Chioini - ancor di più che con Falleni - il controllo torna direttamente nelle mani del sindaco. Sta a lui confermare la strada di Rosi riaprendo una guerra con i sindacati che palazzo civico sicuramente non vuole oppure trovarne una alternativa, il più indolore possibile, che tuttavia, nonostante l'ottimismo di Nebbiai, non sembra assolutamente semplice considerando l'ammontare debitorio dell'azienda e il suo assetto organizzativo.

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