Italia
«Garanzie scritte o niente corse»
Dubbi sulla proposta del sindaco: sindacati e lavoratori lanciano l’ultimatum
LIVORNO. «Non firmeremo cambiali in bianco: accordi scritti sui lavoratori o niente corse». Queste parole il segretario della Cgil, Maurizio Strazzullo, le ha pronunciate ieri nella sede di Porta a Terra, dopo una riunione fiume con i lavoratori della Labronica (società del Comune in liquidazione). È la risposta alla proposta del sindaco, che pochi giorni fa ha messo sul piatto uno spacchettamento dei 20 dipendenti tra la società Alfea (per le corse), un campo da golf da costruire a Banditella e un progetto di equitazione (tra Caprilli e Ceschina). «Vogliamo verificare fino in fondo la sostanza e la qualità della proposta», ripete Strazzullo accanto Giuseppe Luongo (Slc Cgil): «Abbiamo preso atto che una parte del percorso riguarda Alfea, ma rispetto all’equitazione qual è il piano industriale? A oggi non conosciamo neppure il nome della società». Poi il golf: «Chi farà le buche? Quando?».
«Si passi dal dire al fare e si metta per scritto come si passa dal lavoro al lavoro – ripetono i sindacalisti – anche perché per questi dipendenti il 31 dicembre finiscono gli ammortizzatori sociali...». Così ecco che dalla Cgil rilanciano: «Chiediamo una clausola di salvaguardia che preveda che nel caso in cui i progetti vadano a gambe all’aria, il Comune si faccia carico di ricollocare i lavoratori. Per la storia di questi dipendenti e perché si parla di società che opererebbero su aree pubbliche».
La vicenda si mette male: le corse al Caprilli dovrebbero partire il 16 giugno e nell’imbuto delle trattative rischia di saltare tutto. «Lo scorso anno – ripete Strazzullo – abbiamo firmato una liberatoria ad Alfea, ma il tempo è passato e le condizioni sono cambiate: le corse partono se abbiamo garanzie sul percorso complessivo, cambiali in bianco non ne firmiamo». «È antipatico – chiosa – se qualcuno pensa che i sindacati e i lavoratori dicono no a tutto: sono due anni che va avanti questa storia, non siamo noi i responsabili se ci sono ritardi...».
L’incontro si chiude con una vena polemica sugli stipendi. Uno dei lavoratori prende la parola per dire che «non è vero che abbiamo la busta più alta d’Italia: lo stipendio con il livello più alto è di 1270 euro. Fino al 2010 abbiamo guadagnato di più perché ci facevano fare 400 ore di straordinario». Luongo ne approfitta per sottolineare che «ci sono contratti collettivi di riferimento per ogni eventuale settore» e «la parte sindacale non la deleghiamo a nessuno, vogliamo sederci noi ai tavoli con le società». «Sarebbe bene che Salonia – punge Umberto Tedeschi (rsu), riferendosi al segretario generale del Comune – non facesse più le trattative».(j.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
