Il Tirreno

Livorno

Fallito Il Principe azzurro Giallo sull’amministratore

di Federico Lazzotti
Fallito Il Principe azzurro Giallo sull’amministratore

L’istanza in tribunale per un buco da migliaia di euro con un tour-operator Spunta il responsabile della società: ha 77 anni e sarebbe scomparso all’estero

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LIVORNO. Si chiama Italo Corvo, è nato a Bengasi, in Siria, la vigilia di Natale di 77 anni fa ed è l’amministratore, per ora fantasma, della società “Il Principe azzurro sas”, proprietaria di due delle tre agenzie di viaggio omonime finite al centro di un’inchiesta penale per un presunto raggiro ai danni di decine di livornesi.

Potrebbe partire da questo nome e soprattutto dal fallimento della società, dichiarato dal tribunale di Livorno lo scorso 20 di marzo, un nuovo filone di indagine per ricostruire responsabilità, movimenti di denaro ed eventuali irregolarità in altre diverse attività, ultima quella che si occupava di organizzazione e promozione di viaggi.

Al momento alla Procura di Livorno c’è già un fascicolo aperto dal pubblico ministero Gianfranco Petralia in seguito alla denuncia dei clienti raggirati per una cifra complessiva di circa 60 mila euro. L’accusa nei confronti di Ciro Fusco detto Michele, e Lucia Fuscova, gestori di fatto delle agenzie, e di Jennifer Baldaccini, dipendente poi allontanata, è di appropriazione indebita.

«Stiamo ancora indagando - fanno sapere da palazzo di Giustizia - abbiamo chiesto una proroga di sei mesi delle indagini e siamo in attesa della relazione finale da parte della squadra mobile». Solo allora arriverà la richiesta di rinvio a giudizio.

Ma basta leggere la visura camerale della società per far crescere i dubbi. “Il Principe azzurro sas”, il cui curatore fallimentare è stato nominato Andrea Scapuzzi, risulta essere infatti stata costituita il 16 febbraio 2009. «La società - conferma il legale di Fusco e Fuscova, l’avvocato Francesco Atzeni - gestiva due delle tre agenzie (ora chiuse ndr): viale della Libertà e porta a Terra, mentre l’altra di Corso Amedeo era legata alla Fuscova attraverso una ditta individuale».

Dunque stessa insegna, ma proprietari diversi, tanto che la donna non compare nella Sas. Di questa società, che aveva sede in corso Mazzini 3, risulta come rappresentante dell’impresa e dunque socio accomandatario Italo Corvo, che dalla residenza abiterebbe a La Spezia.

Nella società Ciro Fusco risulta, invece, in possesso del 5% delle azione ed è inserito come socio accomandante e dunque «ha una responsabilità limitata alla quota conferita per le obbligazioni sociali», dunque minima anche, come in questo caso, se la società è stata dichiarata fallita. Un caso oppure una mossa preventiva?

Ecco allora che è andando a mettere il naso negli affari dell’amministratore che è possibile associare il suo nome a diverse attività, a cominciare da una impresa individuale “Gestione lavori di Italo Corvo”, attiva dal 1997 a Piombino e che risulta impegnata nella fabbricazione e riparazione di strutture metalliche. C’è poi la Highwood srl, fabbricazione e riparazioni di mobili, nella zona di Peccioli dove Corvo risulta essere amministratore unico dal maggio del 2011. Infine c’è la più curiosa delle attività di questo settantasettenne. Infatti l’uomo è anche l’amministratore unico delle 2m srl, una società aperta nel 2007 e che ha nella sua ragione sociale «discoteche, sale da ballo, night club e simili».

All’indirizzo di La Spezia al quale Corvo risulta essere residente, sia il tribunale che il curatore hanno inviato tutte le comunicazione relative alla richiesta di fallimento, chiesta lo scorso anno da un tour operator per un debito da 25 mila euro. Ma tutte le comunicazione, comprese quelle sull’esito dell’udienza, sono tornate indietro. Nessuno infatti ha mai chiesto conto del destino della società, oppure ha avanzato richiesta di concordato.

Il prossimo appuntamento è stato fissato dal giudice il prossimo 25 settembre alle 10 in tribunale quando tutti i creditori dovranno mettersi in fila, clienti compresi, nella speranza di riavere indietro i propri soldi. Prima di allora la Procura potrebbe esserci già mossa in altre direzioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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