Il Tirreno

Livorno

Violenza sulle donne Stop alla mozione-Terreni

Violenza sulle donne Stop alla mozione-Terreni

La bozza non convince né i consiglieri di maggioranza né quelli di opposizione Amadio (Pdl): «Testo preconfezionato». Mambrini (Pd): «Serve più condivisione»

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LIVORNO. Non ha riscosso il successo previsto la bozza di mozione portata in commissione dalla presidente Arianna Terreni (Pd) sul tema della violenza contro le donne. E se l’accoglienza è stata critica da parte delle opposizioni, anche il Pd si è mostrato assai tiepido.

Nel testo si chiedeva al consiglio di inserire nello statuto la possibilità per il Comune di costituirsi parte civile nei processi penali per questo tipo di reati. «Ciò sarebbe un'ulteriore tutela – precisa Attilio Palmerini (PdL) – ma c'è una giurisprudenza consolidata che già precisa i presupposti normativi di quest'eventualità».

«Inserire questa specificazione nello statuto sarebbe una forzatura – precisa Marcella Amadio (Pdl)– Il Comune deve essere parte civile anche in tanti altri tipi di reato». A lasciare freddi i componenti della commissione non è stato comunque il contenuto della bozza, ma il modo con cui si è mossa la Terreni, da sempre impegnata su questi temi. «Data la delicatezza del tema – continua Amadio – vorrei scrivere, insieme agli altri consiglieri e alle associazioni, tutto il testo, non lavorare su uno preconfezionato».

«Questa commissione non si riuniva da quasi un anno – interviene Tiziana Bartimmo (RC) – Non si capisce quest'urgenza, così sembra un modo strumentale per dire qualcosa rispetto al delitto di Castagneto». Anche per Gianfranco Lamberti (Confronto) «la redazione deve essere il momento finale del lavoro». E aggiunge: “Il tema deve portare anche a una attualizzazione del punto 4 dello statuto, quello sui valori fondamentali. Quando è stato scritto non c'era quest'urgenza: introduciamo elementi femminili forti». Lo stesso Ps, con gli interventi di Barabara Corso e Dinora Mambrini, sottolinea che la commissione di ieri «deve essere solo l'inizio di un percorso che porti, in conclusione, a una mozione bipartisan».

«La commissione deve stimolare il consiglio a prender una posizione forte su questo argomento – aggiunge l'assessore Carla Roncaglia – ma la precedenza deve essere data a un percorso di conoscenza e studio di questo fenomeno, a iniziare dall'incontro con la rete contro la violenza sulle donne». La rete a cui l'assessore fa riferimento opera ufficialmente dal 2011 e comprende Asl 6, Comune, questura e centro donna. La conclusione è del presidente Arianna Terreni: “Negli interventi sono stati toccati contenuti che sono nella bozza: per me l'ossatura è da mantenere. Sono naturalmente d'accordo che oggi deve iniziare un percorso che porti la mozioni ad arricchirsi dei contributi di tutti i partiti e di tutte le associazioni. La modifica dello statuto è stata operata in altri Comuni importanti come Napoli e Roma: è un gesto simbolico forte in un momento in cui i dati sono allarmanti»..

Carlo Fantoni

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di Redazione web