Il Tirreno

Livorno

Salesiani, in pensione il vecchio proiettore ma il cinema vivrà

Salesiani, in pensione il vecchio proiettore ma il cinema vivrà

Ultimo spettacolo prima del passaggio all’impianto digitale La mobilitazione dei volontari ha impedito la chiusura

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LIVORNO. Alla fine dell’ultimo spettacolo con il vecchio proiettore che ora va in pensione, al cinema Salesiani hanno offerto agli spettatori pezzetti-amarcord di pellicola. Un po’ come faceva Totò in “Nuovo cinema Paradiso” che se li prendeva come una sorta di feticcio: film di Tornatore così come di Tornatore era il film proiettato l’altra sera (“La migliore offerta”).

Ma per una volta non stiamo raccontando l’ennesima storia di un cinema che tira giù la saracinesca per sempre, com’è accaduto al Metropolitan, all’Odeon, alla Grand Guardia, al Moderno, al Jolly e via enumerando. Stavolta il cinema ce l’ha fatta: i Salesiani di viale Risorgimento voltano pagina e conquistano la possibilità di un nuovo inizio. Merito dell’associazione Cgs Flash che, facendo opera di volontariato culturale gratuito, ha vinto la battaglia per tener in vita il cinema. Merito – aggiungono dal quartier generale dell’associazione – anche della mobilitazione cittadina innescata da un articolo del Tirreno pubblicato pochi giorni prima del Natale scorso, dopo che l’équipe del cinema aveva lanciato l’allarme: entro fine anno si chiude perché ci costringono a passare al digitale. L’apparecchiatura costa 70mila euro, non abbiamo soldi e non ce la faremo a ottenere i fondi dalla Regione.

Qualche settimana più tardi è arrivata la notizia-miracolo: la Regione ripesca il progetto dei Salesiani livornesi. Una buona metà dei soldi arriva da lì, il resto salterà fuori.

D’altronde al pool dei volontari del cinema non fa difetto né l’impegno né il coraggio. Nel 2007 viene messo a norma anche il palco così che i disabili possano essere «non solo spettatori ma anche protagonisti». Ne è nata la collaborazione con la compagnia “Tra virgolette” che mette sulla scena normodotati e diversabili. Di compagnie, comunque, c’è anche quella denominata Zefiri & Zimbelli, composta in larga parte dal gruppo del cinema. E poi c’è il cineforum del giovedì che va avanti da due decenni. E da tre anni tutti i venerdi di marzo tiene banco la danza con la rassegna “Salesiani e dintorni” che vede sul palco gli allievi under 18 delle scuole di danza cittadine («in un clima non competitivo ma di condivisione delle varie esperienze artistiche»).

Insomma: «Dé, un siamo mia solo ir cinemino de' preti», dice con una battuta Rino Pizzonia, coordinatore del gruppo cinema. Ecco, per salvarsi dalla fine che ha travolto altri cinema di gran nome, forse ci vuole proprio questo: l’abnegazione e la passione che solo i volontari hanni, l’allargamento della missione fino a includere tanti altri settori, un servizio alle famiglie del territorio con film a misura di svago per under 15. In vista di riaprire in autunno con i macchinari nuovi, mentre il vecchio proiettore diventerà un pezzp del piccolo museo all’ingresso.

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