Il Tirreno

Livorno

Premiati al consiglio Aci i veterani del volante

Le storie degli “inossidabili della guida” che hanno ricevuto l’attestato del club Tra di loro Paolo Fiorenza, patente immacolata dal lontano settembre 1943

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LIVORNO. Nel quadro dell’Ordine del Giorno dell’Assemblea 2013, ampio spazio è stato ancora una volta riservato alla celebrazione dei tesserati Aci che, per meriti anagrafici legati al conseguimento della patente, hanno guadagnato il diritto di entrate nell’elitario elenco suddiviso in differenti categorie in base alla fascia d'età di appartenenza.

“Veterani”, “Pionieri”, “Maestri e Accademici della Guida”, vale a dire gli affiliati con in tasca una patente da almeno 40, 50, 60 e 70 anni, hanno sfilato in parata davanti ai vertici dell’Ac provinciale per ricevere l’ambito attestato di lungo corso con il documento rosa in tasca. Per l’edizione 2013, l'elenco dei cosiddetti “inossidabili della guida” ha visto premiate ben 64 persone: 27 Veterani, 28 Pionieri, 7 Maestri e persino due Accademici. E in cima a questa lunga lista di “illuminati” del volante, spicca Paolo Fiorenza, pilota provetto ormai dal lontano settembre 1943, tamponato senza colpa una volta soltanto in 70 anni di onorata “carriera”.

«La mia è da considerarsi una vera e propria tradizione di famiglia che ci siamo tramanadati di generazione in generazione. Mio padre infatti faceva già il meccanico, un mestiere che ho svolto anch’io ed il cui testimone ho ceduto ormai da qualche anno a mio figlio Franco», racconta con entusiasmo l’arzillo anziano. «La mia vita è stata assai movimentata, specialmente a causa della Seconda Guerra Mondiale, con tanti spostamenti su e giù per tutto il Mediterraneo», prosegue Fiorenza, nativo della Tunisia dopo che il nonno siciliano vi era emigrato a fine ’800, poi spostatosi in Marocco e infine tornato a vivere sulle coste del Paese del Maghreb nel primo dopoguerra, prima di affrontare di nuovo il viaggio in mare per trasferirsi definitivamente nella nostra città intorno agli anni ’50. «Ho sempre amato i motori, sin dalla prima guida di un modello della storica Balilla a tre marce. Però, confesso che il vero debole l'ho nutrito solo per i camion, in particolare per il pullman Fiat 334 – rivela il quasi 90enne – Durante il conflitto infatti, i tedeschi che mi presero prigioniero sfruttarono le mie capacità di autista per farmi effettuare trasporto di cose e persone. Almeno sino a che, il 25 aprile 1945, proprio nel giorno del mio compleanno, gli Alleati mi liberarono e mi condussero a Livorno. Dove, dopo essere ripartito per l'Africa, mi sono trovato comunque tanto bene da convincermi a tornare per mettervi le radici».

Una menzione speciale va anche all’altro personaggio premiato dall’Ac con una moderna city bike per le sue gesta sportive: Dario Orsini, il nuovo astro nascente dell’automobilismo nazionale. L’adolescente, di appena 17 anni, parla infatti un dialetto nostrano, visto che vive a Collesalvetti e frequenta a Pisa il liceo. Un talento in erba che malgrado tutto ha in tasca la licenza di pilota già dal 2006 e vanta un palmares agonistico di tutto rispetto. Orsini infatti è stato protagonista nel circuito Mini Nazionale e in quello Easy Kart. Grazie ad una passione indomita per il motore e per la velocità, unita alla stoffa ereditata naturalmente nel Dna del papà, ex driver a sua volta in gioventù ed ora presidente del Karting club Asd Kolle Karting, il ragazzo è approdato da quest’anno a correre nella categoria “2012 Challenge F.Renault 2.0 Italia” sotto le insegne del Team Gsk Grand Prix.

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di Redazione web