Il Tirreno

Livorno

GRANDI MANOVRE IN PORTO

Prc: occhio alla grande finanza

«Cambiano gli assetti di potere e nessuno vuole accorgersene»

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LIVORNO. «La comunità portuale e la politica non hanno ancora analizzato con la giusta attenzione che cosa comporta la presenza di grandi fondi finanziari nel nostro scalo». A sollevare il problema è Rifondazione comunista per bocca di Lorenzo Cosimi (segretario provinciale) e Mauro Grassi (coordinatore del circolo porto Prc), dopo l’iniziativa che federazione e circolo hanno preso mettendo attorno a un tavolo di confronto i rappresentanti sindacali della Rsa Cgil di realtà che si sono spesso trovate su fronti differenti se non contrapposti (Unicoop Servizi, Porto Livorno 2000 e Cpl-Cilp).

Nel mirino il fatto che qui da noi la crisi si somma alle «forti criticità dovute alla mancanza di una politica di programmazione che nel trascorrere di questo decennio ha prodotto un accumulo di carenze infrastrutturali e strutturali».

Ma è anche sulla questione dell’ingresso dei colossi finanziari in porto che Rifondazione richiama l’attenzione, a partire dalla Sintermar/Fratelli Elia che ha ridefinito «nuovi assetti» che, «istituzionalizzando una forma di "price competition"» hanno creato «di fatto un nuovo soggetto: "l'intermediatore di traffico"» (con «il conseguente indebolimento della figura del terminalista»).

È qualcosa sul quale non c’è stata sufficiente attenzione «da parte delle forze politiche livornesi che governano la nostra città». Non solo; è quotidiano il tentativo di forzare in direzione dell’autoproduzione e questo fa immaginare che Livorno sta «diventando un banco di prova a livello nazionale per realizzare quelle politiche di deregolamentazione assoluta».

Il circolo porto Prc ricorda la tragedia di Genova esprimendo condiglianze a familiari e colleghi delle vittime. Da quella tragedia emerge la straordinaria complessità e rischiosità del lavoro in porto: il bisogno di «normative specifiche» è sottovalutatoi, anzi si va verso « tentativi di deregolamentazione e liberalizzazioni di servizi sensibili nell'ambito della navigazione e dei servizi portuali» in nome di una «subalternità alla cosiddetta logica di mercato che ha preso il sopravvento culturale e politico».

Detto che su Agelp-Alp non si è arrivati all’«auspicata larga adesione», Rifondazione sottolinea che ai cronici problemi infrastrutturali si aggiungono anche «elementi di concorrenza sleale che potrebbero acuirsi con i nuovi assetti che si stanno definendo sulla sponda Est della Darsena Toscana». Il Prc invece chiede che siano valorizzate le«esperienze imprenditoriali autogestite, non tanto come elemento ideologico, ma come oggettivo fattore di democrazia economica, di visione intergenerazionale, di legame con il territorio, il radicamento connaturato con il lavoro, di espressione dell'elemento solidaristico».

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