Il Tirreno

Livorno

Il mondo salvato dagli studenti Occhi di bimbi sulla guerra

di Giulia Mancini
Il mondo salvato dagli studenti Occhi di bimbi sulla guerra

Progetto dell’associazione degli antifascisti (Anppia) insieme alle scuole Premiati gli alunni di medie e superiori. In palio un viaggio a Marzabotto

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. “I bambini nella guerra. Dalla Shoah ai giorni nostri” è il titolo del progetto promosso da Anppia, l’associazione degli antifascisti, che ha coinvolto le scuole medie Micali, Borsi e Bartolena e gli istituti superiori Isis Niccolini-Palli e Itc Colombo. Nasce dalla volontà di tenere viva la solidarietà a quanti lottano contro l’oppressione e la violenza. «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali»: così recita l’articolo 3 della Costituzione, ed è per far imparare la storia, a partire dalle storie che hanno condotto all'approvazione di questi principi, che l’Anppia ha voluto collaborare con le scuole mettendo in palio un viaggio d’istruzione a Marzabotto.

«Per noi è stato interessante sapere come vivevano le persone in tempo di guerra», dicono Simone e Edoardo della scuola Bartolena. «Soprattutto ci hanno fatto riflettere tutte le difficoltà che hanno affrontato».

Ogni classe si è confrontata con il tema dei bambini in guerra attraverso l’ascolto di testimonianze relative al periodo fascista e alla Resistenza, la visione di film, ricerche sugli attuali conflitti nel mondo. «Abbiamo preparato un progetto multimediale – dice Giovanni, 1ª Colombo – con immagini, fotografie, testimonianze di ciò che produce oggi la guerra». E anche Irene e Francesca, 3ª B Niccolini-Palli, hanno scelto di focalizzare l’attenzione sull’infanzia e i diritti negati durante le guerre in corso. È l’attore Alessandro Vellutini a leggere alcuni brani che ripercorrono la storia della repressione delle libertà individuali e invitare i ragazzi alla riflessione sui bambini di ieri e di oggi nella guerra.

«Bisogna avere il coraggio di ribellarsi, di dire di no – è l’invito che Garibaldo Benifei, combattente antifascista, rivolge alle giovani generazioni – perché nel 1926 quando feci il mio primo sciopero alla Rinaldi ero un ragazzo come voi. Avevamo tutti fra i 12 e i 18 anni ma sapevamo che se volevamo dei diritti dovevamo lottare e prenderceli. La democrazia si costruisce ogni giorno, come la pace».

Nessuna retorica per un uomo che fu condannato nel ’39 dal tribunale speciale al carcere per aver diffuso volantini contro la guerra «ed è bene fare questi incontri nelle scuole – precisa la moglie Osmana Benetti, staffetta partigiana – perché i giovani non sanno, ed invece occorre portare avanti la Resistenza contro ogni forma di oppressione, mantenere vivo il ricordo di quelle di allora e lottare contro quelle di oggi». Gli studenti ascoltano con attenzione la storia di quegli anni, dell’organizzazione della resistenza e dell’attività antifascista, e saranno le classi vincitrici, Ia Colombo, 3ª B e 3ª C del Niccolini-Palli a visitare un luogo simbolo come Marzabotto per rendere omaggio a chi dette la vita per la libertà. A tutti gli altri è stato conferito un attestato di partecipazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web