Gioco
Dramma senza fine, 70 sfratti in 3 mesi
L’amministrazione mette in campo il finanziamento regionale: fino a 8mila euro per i proprietari con affittuari morosi
LIVORNO. L'emergenza abitativa in città sembra essere un dramma senza fine. Secondo gli ultimi dati forniti dal Tribunale, alla fine del 2012 erano 480 gli sfratti pendenti. Di questi, ben 70 sono stati eseguiti nel primo trimestre del 2013. E purtroppo, la previsione è che entro giugno altre 70 famiglie saranno sgomberate dalle loro abitazioni con l’intervento della forza pubblica. Secondo l’Unione Inquilini il 90% degli sfratti è dovuto a morosità incolpevole connessa alla perdita del posto di lavoro.
L’amministrazione ha tentato di fare un punto sulle tematiche abitative e le politiche per la casa. A fronteggiare l’emergenza, il doppio assessorato formato da Carla Roncaglia che si occupa dell’aspetto “sociale” del problema degli sfratti e Bruno Picchi che gestisce invece le politiche di edilizia popolare. «Nonostante un quadro seppur problematico – dice Carla Roncaglia – gli ultimi sviluppi indicano che l’amministrazione ha intrapreso un percorso positivo volto a tamponare le criticità». Lo scorso mercoledì si è infatti insediata la commissione “graduazione sfratti”, la prima in Italia, che ha il compito di coordinare e contrastare il disagio abitativo. Intorno al tavolo i rappresentanti di Prefettura, Questura, i comuni di Livorno e Collesalvetti, Casalp, i sindacati degli inquilini e le associazioni dei piccoli proprietari. «Sono state individuate delle finalità congiunte – spiega Roncaglia – la prossima riunione, prevista tra una decina di giorni, vedrà l'inizio vero e proprio dei lavori». A fronte di un calendario di sfratti con l’intervento della forza pubblica, la commissione tenterà di mettere in pista alcune misure: sfruttamento a pieno degli alloggi popolari liberi, centri plurifamiliari di accoglienza e tentativo di mediazione con la proprietà. «L'obiettivo ultimo – afferma l’assessore – è quello di giungere a una sorta di passaggio da casa a casa». Ci sono 180 persone, ovvero 50 nuclei familiari, che dopo l’esecuzione forzata del procedimento sono state accolte nei centri di accoglienza tra cui la ex Caserma Lamarmora.
«Per il turnover negli alloggi popolari – ha affermato Picchi – manterremo un equilibrio. Entranno sì, coloro che fanno parte dell’emergenza abitativa, ma anche le graduatorie andranno avanti. I piani di recupero e l’edilizia popolare sono la nostra priorità». Dall’inizio del 2013 sono 66 gli alloggi disponibili per l’assegnazione, ma fin’ora sono andate in porto soltanto 26 attribuzioni. Più di un terzo degli assegnatari era ospitato in centri plurifamiliari. Si tratta di un dato che fa ben sperare, considerando che nel 2012 le assegnazioni effettuate a sfrattati erano state 48. «Non ci sarà la disponibilità sufficiente – ammette Roncaglia - ma è fondamentale mantenere un movimento continuo». Il tentativo dell’amministrazione è di sfruttare al meglio il contributo regionale che prevede una sorta di rimborso, fino a 8mila euro per ogni singolo caso, per i proprietari con affittuari morosi. A fronte di questo rimborso, i proprietari dovranno garantire la loro disponibilità a rinnovare loro il contratto o a rinviare lo sfratto: solo in questo caso il locatario potrà ricevere il rimborso degli affitti non corrisposti. Per ricapitolare, dall’inizio dell’anno sono stati assegnati 26 alloggi dei 66 disponibili (9 con graduatoria, 3 per finita locazione, 14 per la gestione dell'emergenza abitativa). Casalp ha inoltre comunicato che ci sono 48 alloggi per i quali si attende l'avvio dei lavori di ripristino che intercorrono tra un'assegnazione e la successiva.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
