Toscana
«Basta con la musica alta la notte vogliamo dormire»
Assemblea dei residenti della zona di Borgo Cappuccini e degli Scali Novi Lena «Se con i locali non troviamo un punto di incontro, lo troveremo di scontro»
LIVORNO. «Non è cambiato nulla, tutto è rimasto come prima e noi ci sentiamo derisi da chi invece avrebbe dovuto aiutarci». Tornano a chiedere di essere ascoltati i residenti degli Scali Novi Lena, Borgo Cappuccini, via Malenchini, Via Sardi ed altri ancora che continuano a denunciare «la situazione invivibile dovuta alla musica ad alto volume che, fino a notte inoltrata, arriva dai locali».
Nei giorni scorsi, il comitato degli abitanti della zona si è nuovamente riunito al Circolo Pd di Borgo per fare il punto della situazione visto che i precedenti incontri, che hanno visto anche la presenza dell’assessore al commercio Paola Bernardo e del presidente della Circoscrizione 3 Giovanni Battocchi, non sembrano aver dato il risultato sperato. I residenti da tre anni vivono una situazione che definiscono «insostenibile»: tutti i fine settimana, dal giovedì alla domenica, si presenta lo stesso problema della musica e degli schiamazzi fino a tarda notte. «Nella zona di Borgo – spiegano dal comitato – ci sono locali che fanno musica, pur non avendo le autorizzazioni, e la mantengono a volume insostenibile fino a notte inoltrata, impedendoci di dormire». La musica, infatti, raccontano i residenti, proviene da locali che sfociano nelle fondamenta dei palazzi che ospitano gli appartamenti dei residenti e così, la musica, invade anche le case.
«La legge prevede che un locale che fa musica debba essere insonorizzato – dicono – ma qui non solo non c’è insonorizzazione, ma non c’è neppure l’autorizzazione per fare musica». Inoltre l’estate sta arrivando e la bella stagione preoccupa non poco i cittadini del quartiere: «Alcuni locali tengono gli amplificatori all’aperto, non all’interno, così la musica si disperde ovunque e con l’arrivo dell’estate – dicono – e le notti calde, come possiamo tenere le finestre chiuse per non sentire la musica e gli schiamazzi? Perché nonostante le nostre richieste questi locali continuano a tenere la musica alta pur non avendo le autorizzazioni? Siamo interdetti perché viviamo in una città in cui non si riesce a far rispettare la legge però quando vogliono la fanno rispettare eccome».
I numerosi incontri fatti non sono bastati a far trovare una soluzione che ponga fine a questo annoso diverso e i residenti si dichiarano al culmine della sopportazione: «Sono comparsi articoli sulla stampa su questo problema – dicono – abbiamo fatto riunioni, parlato con gli amministratori e con i vigili urbani, tutti sanno dei locali e che non sono in regola, e nonostante questo non viene fatto niente. Abbiamo perfino fatto effettuare dall’ Arpat la rilevazione dei decibel all’interno dei nostri appartamenti e questi sono risultati 5 volte superiori al livello consentito. Le risposte alle nostre richieste non ci sono mai state e si rischia di far esplodere uno scontro tra residenti e gestori dei locali». Ad aggravare la situazione, anche il fatto che è scaduta l’ordinanza con cui si vietava la somministrazione di bottiglie in vetro da portare all’esterno dei locali. «Se non troviamo un punto di incontro – concludono – troveremo un punto di scontro. Noi cittadini stiamo denunciando un fatto grave. Ripetiamo che non vogliamo far chiudere i locali per sempre ma trovare il modo per una convivenza pacifica e rispettosa, perché in questo modo i gestori commettono un atto di prepotenza verso di noi».
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