Il Tirreno

Livorno

Una selva oscura tornerà alla luce

di Ludovica Monarca
Una selva oscura tornerà alla luce

Parco del Corallo, com’era e com’è dopo i lavori di ripristino

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LIVORNO. «Una selva oscura tornata a risplendere». Così Claudio Filippelli, direttore dei lavori, definisce il Parco delle Terme del Corallo. Dopo più di quarant’anni di abbandono, presto l’area verde dovrebbe tornare fruibile. Manca poco, pochissimo, secondo l’amministrazione che annuncia una apertura entro l’estate. «Manca solo la messa in sicurezza di una parete delle ex scuderie, poi apriremo», ha affermato l’assessore Tredici. Forse il 19 luglio, ma è solo un’ipotesi. Ecco, invece, il parco come sarà.

La storia. Il grande complesso delle Terme della Salute, la cui costruzione inizia nel 1903, su progetto dell’ingegner Angiolo Badaloni, fu inaugurato il 31 luglio 1904. La struttura ebbe fin da subito un notevole successo incrementando la fama turistica della città. Il progetto del parco è attribuibile a un giardiniere che in quel periodo lavorò per il Comune di Livorno, Pietro Paoletti il quale fu anche l’esecutore materiale della sua realizzazione. Nel 1968 un incendio devastò il grande padiglione e infine nel 1982, la costruzione del cavalcaferrovia ne oscurò il grande prospetto liberty, determinando il definitivo abbandono del complesso. Nel 2005 un pool di costruttori livornesi acquistò l'area - attuando il Piano Particolareggiato di valenza pubblica che prevede la realizzazione di 6 stabili per civile abitazione nella parte nord del complesso ex sede dello stabilimento industriale della Coca Cola - cedendo all'Amministrazione Comunale gli edifici monumentali dell'ex-stabilimento termale e dell'area storica del Parco delle Terme.

Il parco prima dei lavori. Un insieme di rovi, piante, cespugli e erbe infestanti. Ecco cosa hanno trovato gli addetti ai lavori quando sono entrati per la prima volta all’interno del parco. Del resto quarantacinque anni di abbandono sono tanti, tantissimi. «Dell’impianto originario – spiega Filippelli – era rimasta visibile solo qualche traccia frutto delle manipolazioni operate dai proprietari che si sono succeduti dall’inizio del secolo». L’unica testimonianza della simmetria con la quale furono disegnate le aiuole, secondo quanto raccontano gli addetti ai lavori, era la vasca centrale, anch’essa coperta dalle erbe infestanti. L’intervento primario è stato dunque subito chiaro a tutti: pulire, rendere visibili e praticabili le varie aree del giardino in modo da riscoprire e mantenere, per quanto possibile, la sua originalità.

Il parco dopo i lavori. I lavori per la realizzazione delparco, affidati a Abate Srl di Livorno e Euroambiente di Pistoia sono iniziati il 18 luglio 2012, da cui è stata esclusa l’area antistante il fabbricato delle terme, rimandata a quando saranno intrapresi i lavori di restauro del padiglione. I soldi spesi? 459.953, 45 euro. È passato quasi un anno e la selva oscura adesso sembra pronta a tornare alla luce. Entrando nel parco quasi pronto sembra di fare un salto nel passato splendente della struttura. Le alberature presenti all’interno dell’area sono circa 150, con una netta prevalenza di lecci e tigli. La vegetazione è concentrata principalmente nell’area sinistra dell’edificio principale, riconoscibile dalla distribuzione dei tigli sul perimetro di una grande aiuola circolare contornata da altre aiuole che nell’insieme formano un disegno floreale tipico del periodo. Le geometrie con motivi a tralci, volute e arabeschi sono suddivise da percorsi e viali in ghiaietto rosso. Per le cordonature sono stati impiegati tutti i vecchi cordoni in panchina livornese recuperati dai vecchi tracciati, integrati da nuovi elementi, del tutto identici a quelli storici. «Il nostro lavoro – afferma Mirco Branchetti, Ufficio verde urbano – si è svolto nella massima sintonia tra l’ufficio di progettazione el’ufficio di gestione che si occuperà della manutenzione». Le piante scelte per far rivivere il giardino puntano al miglior risultato con il massimo risparmio. «Sono piante stagionali, per cui ogni stagione avrà fioriture e profumi diversi in questo giardino. Una fotografia stagionale unica». All’interno del parco ci sarà anche un’area giochi dedicata ai bambini. Per l’illuminazione sono state invece scelti dei lampioni restaurati che prima erano collocati in piazza Magenta. Diciotto le panchine su cui riposarsi di cui alcune anche nella parte nuova del parco in cui godersi il sole circondati da oleandri. A garanzia del recupero e mantenimento della vegetazione, è stato inoltre realizzato un impianto d'irrigazione a goccia, integrato da un impianto manuale per eventuali irrigazioni di soccorso. «Accanto a una delle due entrate del parco – spiega Branchetti – c’è anche un comodo parcheggio. Siamo convinti che questo parco sarà un successo per i livornesi». Speriamo, perché lo hanno aspettato per quarantaquattro anni.

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