Sicurezza
Ecco com’è il nuovo Parco del Corallo
L’apertura è ipotizzata per il 19 luglio Il direttore dei lavori: «Una selva oscura tornata alla luce»
Sono passati 44 anni dall’ultima volta che il Parco delle Terme del Corallo è stato aperto al pubblico e presto il suo cancello sarà di nuovo spalancato. Almeno secondo quanto afferma l’amministrazione comunale: «Tutto è pronto per l’inagurazione – ha detto l’assessore Tredici – manca solo la messa in sicurezza di una parete delle ex stalle e poi il parco prenderà di nuovo vita. Entro la fine dell’estate di sicuro, forse il 19 luglio». Ma com’è il “nuovo” Parco del Corallo? «Una selva oscura tornata alla luce. Dell’impianto originario – spiega Filippelli, direttore dei lavori – era rimasta visibile solo qualche traccia frutto delle manipolazioni operate dai proprietari che si sono succeduti dall’inizio del secolo». Entrando nel parco quasi pronto sembra di fare un salto nel passato splendente della struttura. Le alberature presenti all’interno dell’area sono circa 150, con una netta prevalenza di lecci e tigli. La vegetazione è concentrata principalmente nell’area sinistra dell’edificio principale, riconoscibile dalla distribuzione dei tigli sul perimetro di una grande aiuola circolare contornata da altre aiuole che nell’insieme formano un disegno floreale tipico del periodo. Le geometrie con motivi a tralci, volute e arabeschi sono suddivise da percorsi e viali in ghiaietto rosso. Per le cordonature sono stati impiegati tutti i vecchi cordoni in panchina livornese recuperati dai vecchi tracciati, integrati da nuovi elementi, del tutto identici a quelli storici. «Il nostro lavoro – afferma Mirco Branchetti, Ufficio verde urbano – si è svolto nella massima sintonia tra l’ufficio di progettazione el’ufficio di gestione che si occuperà della manutenzione». Le piante scelte per far rivivere il giardino puntano al miglior risultato con il massimo risparmio.
«Sono piante stagionali, per cui ogni stagione avrà fioriture e profumi diversi in questo giardino. Una fotografia stagionale unica». All’interno del parco ci sarà anche un’area giochi dedicata ai bambini. Per l’illuminazione sono state invece scelti dei lampioni restaurati che prima erano collocati in piazza Magenta. Diciotto le panchine su cui riposarsi di cui alcune anche nella parte nuova del parco in cui godersi il sole circondati da oleandri. A garanzia del recupero e mantenimento della vegetazione, è stato inoltre realizzato un impianto d'irrigazione a goccia, integrato da un impianto manuale per eventuali irrigazioni di soccorso. «Accanto a una delle due entrate del parco – spiega Branchetti – c’è anche un comodo parcheggio. Siamo convinti che questo parco sarà un successo per i livornesi». Speriamo, perché lo hanno aspettato per quarantaquattro anni.
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