Sicurezza
Povera piazza Guerrazzi preda di scritte e abbandono
LIVORNO. Sporcizia, indifferenza e rassegnazione. Sono queste le parole che, purtroppo, sembrano caratterizzare la centralissima piazza Guerrazzi. Situata tra via Grande e piazza della Repubblica,...
LIVORNO. Sporcizia, indifferenza e rassegnazione. Sono queste le parole che, purtroppo, sembrano caratterizzare la centralissima piazza Guerrazzi. Situata tra via Grande e piazza della Repubblica, potrebbe rappresentare un gioiellino nel cuore di Livorno, sia per i turisti che per gli stessi cittadini che amerebbero viverla quotidianamente. Il condizionale è d'obbligo, perché da tempo a farla da padrone sono degrado e incuria.
C'è chi, però, non si rassegna e prova a far sentire la propria voce, portando all'attenzione di tutti una situazione che altrimenti rischierebbe di cadere nel dimenticatoio. Tra i "cittadini volenterosi" c'è il nostro lettore Paolo Mura, che sulla rubrica online del Tirreno, Segnala Livorno, invia un piccolo reportage, con foto eloquenti. «Ciò che salta subito all'occhio – scrive – è l'osservare una piazza desolatamente vuota. Due costruzioni che si ergono da un lato danno modo ai soliti imbrattamuri di far risaltare ancora più in negativo quest'angolo di Livorno».
Nelle immagini si notano i due casottini degli ascensori con i mattoni ricoperti di scritte e graffiti: c'è chi rivela il proprio amore verso una ragazza o un ragazzo, chi riporta il testo di una canzone e chi lascia frasi non proprio educate.
Ma non è tutto. Sul lato opposto di via Grande si erge il monumento a Guerrazzi, che dall'alto del suo piedistallo non se la passa meglio del resto della piazza. «Al povero Guerrazzi – sottolinea il lettore – mancano da chissà quanto tempo alcune dita della mano sinistra». «Questa – chiude – non è la solita piazza da ultima periferia. Eppure è ridotta da far pena: non è certo il modo migliore per accogliere chi arriva in città». Ultima curiosità: piazza Guerrazzi è tristemente nota alle cronache locali. Già in passato, infatti, è stata al centro di un articolo scritto dai ragazzi della scuola Borsi in veste di corrispondenti del Tirreno. Nel servizio di allora si parlava di un luogo «sporco e pieno di scritte», di una statua «poco valorizzata e trascurata» e di uno «spazio pubblico degradato». La data dell'articolo? 18 gennaio 2011. Sono trascorsi più di due anni, ma in tutto questo tempo è cambiato poco o niente. (g.c.)
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