Toscana
Porto, ok allo scambio di aree
Sì unanime dopo la lite sul caso Ltm-Lorenzini. Impegno per stabilizzare i precari
LIVORNO. Alla fine nell’ultimo round a Palazzo Rosciano l’ok è arrivato all’unanimità: disco verde per lo scambio di aree fra Lorenzini e Ltm. Eppure pochi giorni fa proprio su questo c’era stato un duro scontro in commissione consultiva e nel successivo comitato portuale, di fronte all’altolà della Filt Cgil che in realtà, più che all’ìoperazione in sé, era mirato a chiedere rassicurazioni sui risvolti occupazionali.
Da un lato, Lorenzini finora ha lavorato sulla sponda est della Darsena Toscana e aggiunge l’accosto 15A (ex Ltm) aall’accosto 15B e alle aree dietro il 15C. Ltm in Darsena 1 ottiene l’accosto Neghelli e, in prospettiva, la calata Bengasi (ma solo fra un annetto, visto che inizierà dopo l’estate la demolizione dei cassoni che ora ne limitano la fruibilità).
Com’è stato possibile superare i dubbi che, dal fronte dei rappresentanti dei lavoratori, non erano stati affatto risparmiati? Con un documento che formalmente impegna l’una e l’altra società a stabilizzare definitivamente una dozzina di lavoratori che ad oggi operano con contratti a termine o part time.
E se ancora negli ultimi giorni non erano ancora state del tutto eliminate le tensioni, il lavorìo “diplomatico” degli uffici dell’Autorità portuale ha portato ad approdare a un ordine del giorno che impegna il complesso della comunità portuale, ovviamente a comincviare da Lorenzini e Ltm, alla stabilizzazione.
Oltre a rispondere a esigenze delle due aziende, l’Authority aveva visto in questa operazione un primo tassello in direzione di una riorganizzazione che razionalizzi gli spazi delle “autostrade del mare”, così come punta a prefigurare il nuovo disegno del porto. Va detto che questo viene ritenuto «solo il primo passaggio», come insistono a sottolineare da Palazzo Rosciano: del resto, come ha detto l’avvocato Matteo Paroli, dirigente del demanio e del lavoro portuale, «stiamo lavorando su diverse ipotesi per estendere il compendio demaniale oggi destinato ai ro/ro e per dare una risposta a tutti gli altri soggetti imprenditoriali che, assieme a Ltm, operano in questo settore».
Canta vittoria il presidente dell'Authority, Giuliano Gallanti: lo dice ripetendo che questo è «un importante passo in avanti lungo il percorso di razionalizzazione del porto, secondo le direttrici già stabilite dal piano regolatore portuale (varato e ora in attesa di completare l’iter per l’ok definitivo) e del Piano Operativo triennale vigente». Tradotto: il porto labronico «è ora più efficiente e ordinato».
Ma Gallanti sa anche che la strada per arrivare all’ok unanime non è stata semplice: per questo mette nero su bianco il ringraziamento formale ai membri del comitato portuale. E scandisce: «La decisione di approfondire ulteriormente le istanze della parte sindacale, anche se ha comportato un leggero slittamento nella votazione delle delibere, originariamente prevista quindici giorni fa, ci ha permesso consentito di conseguire una unanimità di consenso molto importante per l'intera comunità portuale livornese».
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