Gioco
Calamai revoca l’incarico a 200 quadri
I sindacati difendono l’accordo e abbassano i toni: turnover garantito con 74 assunzioni. Ma la tensione resta. Domani assemblea
LIVORNO. Nessuna guerra di sindacati, nessun contrasto con l'azienda. Davanti alla lettera che i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno inviato a Monica Calamai chiedendo l'apertura di un negoziato per cancellare la revoca delle attuali figure di quadri intermedi (200 lavoratori in tutta l'Asl 6) che il direttore generale ha deciso a sorpresa con una determina di 20 giorni fa, di fronte alle bordate che la Fials ha tirato alle sigle confederali dalle pagine del Tirreno, la Funzione pubblica della Cgil livornese quasi porge l'altra guancia. La linea è chiara: toni bassi, bassissimi. Perché l'obiettivo - dicono al sesto piano della torre di Porta a Terra, fortino della camera del lavoro - è difendere «un'intesa positiva, raggiunta con fatica, dopo mesi di trattative. Un'intesa che al suo interno ha moltissimi elementi positivi, fra cui la previsione di assunzione di 74 tra infermieri e operatori sanitari, come risposta alla crescente carenza di personale e nonostante i veti e i tagli lineari dei governi».
E' questa la linea che da domani la Cgil Sanità insieme alla Cisl sosterrà davanti ai lavoratori dell'ospedale di Livorno nella prima di una serie di assemblee convocate dalle Rsu (che poi verranno replicate a Cecina, Piombino e all'Elba). Ma davanti a questa linea c'è anche il primo interrogativo: che farà la Fials, che pure quell'accordo ha firmato, ma che per bocca del segretario regionale Ferrucci ai colleghi di Cgil, Cisl e Uil regionale ha duramente imputato il ritardo nell’esecuzione dell’accordo. «Le nostre posizioni - spiegava ieri Ferrucci - si sostanziano in un profilo di azione: concludere con l’azienda tutto ciò che c’è da chiudere, prima dal primo giugno». Come dire: anche la Fials punterà a far apprezzare l’intesa e a renderla operativa il prima possibile.
La battaglia insomma sembra aver trovato una tregua e l’unità sindacale esser ritrovata anche se sotto la cenere il fuoco arde, eccome. Non è un caso che la Uil si sia defilata e che - come si può leggere nell’altro articolo di questa pagina - proprio per questo su di essa siano piovuti i veleni della Cisl.
D’altra parte 200 figure di quadri (posizioni organizzative e coordinatori) che da un giorno all'altro, magari dopo vent'anni professionali vissuti in quel ruolo, vengono cancellate non sono un boccone facilmente digeribile, neanche davanti ad un accordo parallelo che prevede 74 assunzioni tra tempi determinati e indeterminati. Che non andranno ad arricchire l'attuale organico, ma che saranno necessarie per permettere il turn over derivante da pensionamenti ed eventuali altre uscite.
Un breve riepilogo di che cosa è successo nell'ultimo mese può servire per capire meglio la situazione. L'11 aprile, al termine di un confronto iniziato l'anno scorso, Cgil, Cisl e Fials sottoscrivevano con Monica Calamai il piano di assunzioni 2013. Nell'accordo l'azienda garantiva la copertura di tutto il turn over 2013, prevedendo 15 assunzioni tra infermieri, ostetriche e Oss in sostituzione di altrettanti pensionamenti. Veniva anche prevista la proroga di 39 incarichi a tempo determinato in scadenza nel 2013 e prorogabili fino al massimo di tre anni. E ancora: venivano contrattate 15 assunzioni a tempo indeterminato tra Oss e infermieri a fronte della cessazione di 20 incarichi a tempo determinato non prorogabili e cinque nuovi incarichi a tempo determinato nei ruoli di fisioterapisti, ostetriche e logopedisti.
Una conquista che secondo Angela Ibelli, responsabile della sanità della Cgil, e Carmine Valente, segretario della Funzione Pubblica della camera del lavoro, «già da sola basterebbe per dire che l'accordo è stato più che buono: perché mette in garanzia il turn over, perché garantisce il servizio alla cittadinanza, ma anche perché sarà in grado di garantire il diritto alle ferie dei lavoratori di molti reparti alcuni dei quali oggi si trovano con centinaia di arretrati da fare».
Nell'accordo però veniva sottoscritto anche il punto 2. Che è quello che oggi ha creato il corto circuito. Il titolo era chiarissimo: "Conferimento di incarichi di posizione organizzativa e di coordinamento". E chiarissimo è anche il suo contenuto: si definiscono i criteri per il conferimento degli incarichi dei "quadri", che fino ad ora venivano assegnati su base fiduciaria, mentre da adesso seguiranno un iter preciso, una selezione basata sui titoli, sul curriculum e su un colloquio. «Una vittoria della meritocrazia», l'ha definita Angela Ibelli.
Il sorriso sul volto dei sindacati però durava appena una settimana: il 19 aprile infatti, otto giorni dopo l'accordo, Monica Calamai firmava la determina numero 175. In cui proprio sulla base dei nuovi criteri di conferimento degli incarichi (e della riorganizzazione in corso), azzerava tout court tutte le posizioni organizzative esistenti e con esse gli incarichi di coordinatore. Risultato: 200 quadri che da un giorno all'altro venivano privati del proprio ruolo dirigente.
Un colpo di mano che Rsu e sindacati si sono trovati di colpo di fronte. E che ha provocato la lettera delle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil, a cui è seguito lo stop delle trattative da parte dell'azienda. Lunedì infatti era fissato un incontro che da viale Alfieri all'ultimo momento è stato annullato.
Non stupisce per questo la precisazione di Marco Bucci, segretario toscano della Funzione pubblica Cisl che dopo l'articolo del Tirreno in cui si raccontava la posizione dei sindacati regionali, si affrettava a sottolineare che sì, «all'interno della determina dell'Asl è stata rilevata una incongruenza e una forzatura legata alla revoca dei coordinamenti infermieristici in essere, che in base alle norme contrattuali non può e non dovrà essere attuata». Ma anche che «a nostro avviso, ad oggi, si è trattato di una forzatura tecnica di qualche funzionario preposto alla stesura del testo della suddetta determina».
Una posizione simile a quella della Cgil. «Se la determina della Calamai necessita di un correttivo, ciò potrà avvenire solo nel corso delle prossime fasi della trattativa, così come già richiesto e consegnato all'azienda da parte della Rsu», dicevano ieri Angela Ibelli e Carmine Valente. Ammettendo che «questa revoca tout court non ce l’aspettavamo proprio». Ma auspicando - senza un filo di polemica - che l'azienda torni al tavolo. «Riteniamo utile riaprire da subito il confronto per definire tutti i punti dell'intesa, ribadendo il nostro giudizio positivo su un percorso che ha dimostrato la capacità del sindacato di misurarsi con i processi di ristrutturazione garantendo i diritti dei lavoratori e l'erogazione dei servizi pubblici».
La convinzione della Cgil, che poi è condivisa da Cisl e Fials, è che se si tornerà ad incontrarsi, gli spazi per trovare una soluzione all’azzeramento di posizioni organizzative e coordinamenti ci sia. Pur nella consapevolezza che la riorganizzazione aziendale comporterà 130 incarichi da quadro (41 posizioni organizzative e 90 coordinamenti) a fronte delle attuali 200 e che un terzo degli attuali incaricati perderà il proprio ruolo. E una parte delle indennità economiche di cui finora godevano.
@giucorsi
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