Gioco
Asa, tira aria di assoluzione E i serbatoi extra sono in forse
Il presidente Del Nista (dimissionario e col mandato in scadenza) snocciola i nodi del piano d’ambito Intanto la commissione speciale potrebbe essere prorogata di un mese: oggi decidono i capigruppo
LIVORNO. Alla fine l’attesa relazione del presidente di Asa, Fabio Del Nista, davanti alla commissione speciale istituita in Comune è arrivata. Per la verità sul tavolo non c’è finito tanto quello che è accaduto a metà marzo, con la città rimasta per quattro giorni senz’acqua (già oggetto di un primo incontro con i tecnici della partecipata), quanto le prospettive dell’azienda e ciò che servirebbe per evitare nuovi clamorosi stop del servizio.
Il rinvio. Il primo elemento degno di nota è che il lavoro della commissione ex articolo 29 chiamata a dire, entro il 12 maggio, se ci sono responsabilità oggettive per quello stop (ne fanno parte tutti i capigruppo più Amadio del Pdl e Corso, Morelli e Valente del Pd) potrebbero essere prorogati di 20-30 giorni. Lo ha chiesto lo stesso presidente Del Lucchese (Idv), annunciando che sia l’assessore Gulì che il capo della protezione civile Gonnelli non potranno partecipare alla commissione convocata a fine settimana: il primo perché in giunta, il secondo perché a Roma. Ma non è solo questo: Del Lucchese ha ripetuto che c’è la volontà di ascoltare altri tecnici, più i responsabili di Navicelli Spa. La richiesta ha scatenato la reazione di alcuni consiglieri: mentre il Pd si è detto d’accordo, il vendoliano Giannini è insorto («questione di priorità, rimandino la giunta»), così come l’ex sindaco Lamberti: «Ci sono dimissioni pendenti, un cda in scadenza, non si può tenere ancora la spada di Damocle su un’azienda che deve lavorare: se la commissione si protrae oltre il previsto non partecipo». Così stamani la questione sarà sottoposta di nuovo ai capigruppo. «È evidente che sospendere il giudizio per tempi indefiniti – dice il dimissionario e in scadenza Del Nista – non sarebbe agevole per chi lavora in azienda, e non mi riferisco certo a me o ai consiglieri di gestione. Capire cosa è accaduto ed evitare che si ripeta è utile anche a noi».
«Evento imponderabile». Intanto il leader del Pd, Paolo Fenzi, si lascia scappare che «ci siamo consultati all’interno del gruppo: noi a oggi, dopo avere ascoltato la relazione dei tecnici Asa e del presidente, propendiamo per l’evento imponderabile: c’è stato un concatenarsi di eventi che ha portato ai tre-quattro giorni di mancanza di acqua». Insomma, secondo il Pd per ora non sarebbero emersi elementi tali da giustificare dimissioni, almeno ai vertici Asa. Schizzano sulle sedie del Pdl sia Tamburini che Amadio. La seconda parla di «gaffe del capogruppo Pd» e ripete: «Almeno salvate le forme e fate finire la commissione». Chissà se alla fine i consiglieri arriveranno alla redazione di un documento condiviso, come auspicato. Intanto tira aria di “assoluzione”...
Impianti e piano d’ambito. Nel merito, però, il punto cruciale si chiama strutture e ruota attorno a quel piano che viene deciso dall’assemblea dei sindaci all’interno dell’autorità d’ambito, di cui fanno parte 32 comuni e 3 province (Pisa, Siena e Livorno). È in quel piano che vengono definiti gli interventi che servono ai territori ed è in quel piano che - dice Del Nista - manca ciò di cui avrebbe bisogno Livorno (città) per scongiurare nuovi clamorosi guai. «A prescindere dalle dimissioni che a suo tempo ho presentato – chiarisce – questa gestione conclude un triennio di esercizio e si appresta a riconsegnare il proprio mandato. Il triennio è stato caratterizzato da tanti fattori: l’ultimo ha gettato una luce negativa sull’azienda, ma in realtà il percorso è stato positivo: tre anni fa sarebbe stato impensabile ottenere una copertura finanziaria per il piano di investimenti che ci era stato consegnato, oggi l’abbiamo trovata. Abbiamo riequilibrato l’asset finanziario e abbiamo certezza di copertura di opere strategiche». Ok, ma quali?
Depositi extra. A oggi nel piano ci sono il raddoppio del depuratore di Quercianella e una serie di opere che Del Nista definisce «cruciali» per l’Elba e l’area cecinese. Ma non ci sono i serbatoi extra che darebbero a Livorno un’autonomia di tre giorni in caso di danni alla conduttura principale. All’inizio, spiega Del Nista, era previsto un maxi deposito a Stagno, oggi ne sono previsti tre (il secondo al Cisternone, l’altro in zona sud) del valore di 5-6 milioni, da costruire a tappe. Per il primo, a Stagno, ridimensionato in 15-20 milioni di litri, servirebbero 2 milioni. Le dimensioni sono state riviste perché l’area (che è della provincia di Pisa) è legata anche alla questione dei fanghi dello Scolmatore. «Il progetto è pronto – dice il presidente – dobbiamo inserirlo nel nuovo piano di ambito, dove però si va al confronto con altre 32 realtà...». Extra piano d’ambito, fa notare Cannito (Città Diversa), c’è poi la questione delle autoclavi che «mancano sia a scuole che ospedale» e che «hanno aggravato l’emergenza».
Acque industriali. Secondo punto è il revamping del Rivellino per le acque industriali: sarebbe una boccata d’ossigeno per le aziende in area portuale, ma «servono 8 milioni e noi abbiamo una copertura di 1,8». «Abbiamo avuto ripetuti incontri con l’Authority e l’Associazione degli industriali per coinvolgerle in termini pratici – fa sapere Del Nista – la discussione va avanti da due anni, c’è un momento di freddezza».
«Quote Olt: vendiamo». In chiusura parentesi degna di nota sui 3 milioni di euro di quote che Asa detiene nell’operazione rigassificatore. «Non vedo l’ora che arrivi la nave – si lascia scappareDel Nista – per vendere la partecipazione. Ferme restando le indicazioni del socio pubblico che devo sentire, per me si vende».
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