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Servizi sociali nel caos «Siamo abbandonati l’utenza è esasperata»
LIVORNO. «Il servizio sociale è abbandonato a se stesso, come fosse un mondo a parte». «Gli operatori sono in crisi, serve maggiore collaborazione». Ancora: «L’utenza è esasperata, negli ultimi mesi...
LIVORNO. «Il servizio sociale è abbandonato a se stesso, come fosse un mondo a parte». «Gli operatori sono in crisi, serve maggiore collaborazione». Ancora: «L’utenza è esasperata, negli ultimi mesi si sono ripetuti casi di aggressioni verbali e fisiche nei confronti degli assistenti sociali».
A tracciare il preoccupante quadro in quinta commissione sono Senia Bacci Graziani e Susanna Malfanti, rispettivamente dirigente e coordinatrice dei servizi sociali del Comune. Con loro anche Serenella Lenzi, Daniela Bicchierini e Paolo Tiso, responsabili delle diverse aree di intervento.
Tutti sottolineano come i servizi sociali siano “in trincea” nel momento di crisi e incremento dei bisogni assistenziali. Una crisi che causa una pericolosa aggressività nei confronti di chi opera nel settore: «Gli attacchi verbali e fisici di parte dell'utenza ci spaventano», afferma Bacci Graziani. «Una dipendente è stata percossa dalla madre di un minore che stava seguendo», aggiunge Lenzi. «Da agosto ci sono state sei aggressioni agli operatori dell’area adulti», gli fa eco Tiso.
Nel 2012 i cittadini in carico ai servizi di assistenza gestiti dal Comune (relativi ai comuni di Livorno, Collesalvetti e Capraia, con il 90% dell’utenza residente nel capoluogo) sono stati 6808, rispetto ai 5790 del 2011. Tutto lascia pensare che il numero sia destinato a salire anche nel 2013. Nel 2012 si sono registrati 1175 nuovi accessi: persone che fino a poco prima erano perfettamente integrate nel tessuto sociale e in grado di condurre autonomamente la propria esistenza.
La maggior parte dell’utenza è costituita dai minori bisognosi di tutela: ben 2847. Di questi, 448 sono interessati da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria, in quanto si trovano in condizioni di grave trascuratezza:191 minori su 448 risultano affidati al servizio sociale con limitazione della potestà genitoriale. Su 191 se ne contano 16 compresi in età 0-3 anni, 65 in età 4-9 anni, 50 in età 10-14 e 60 in età 14-18; 156 sono italiani, 35 stranieri.
Le altre tipologie di intervento riguardano gli anziani (2069), i portatori di handicap (462 di cui 18 anziani, 336 adulti e 108 minori) e gli adulti in condizione di marginalità sociale:1431. Un’utenza, quest’ultima, cresciuta a dismisura nell’ultimo biennio.
Davanti all’incremento dell’utenza, i responsabili dei servizi sociali non nascondono le difficoltà per l’esiguo numero di operatori a disposizione del Comune: sono 13 gli assistenti sociali per l’area minori; 6 per l’area anziani, 4 per l’area adulti, 2 per l’area handicap.
A questi si aggiunge una manciata di professionisti dell'Asl. Ma il rapporto tra le due istituzioni è un altro punto messo sotto la lente d’ingrandimento dai coordinatori.
«Mancano accordi e protocolli di intesa con l’Asl – dicono in coro – Spesso lavoriamo in modo isolato, serve più integrazione con le altre tipologie di servizio».
Anche Giovanni De Peppo, referente per l’assistenza sociale dell’Asl, si mostra critico al riguardo. «Abbiamo portato avanti con impegno l’integrazione tra i servizi sociali di Comune e Asl. Le difficoltà sono arrivate con la Società della Salute, che ha messo insieme con la forza due realtà distinte».
«L'Asl – prosegue il referente – chiede molto, ma concede poco. Abbiamo perso sette assistenti sociali in due anni causa prepensionamento. Non sono stati sostituiti, così ora siamo solo in tredici. L’azienda dovrebbe valorizzare il servizio, che senza una sua dignità non può funzionare».
In seguito i consiglieri comunali hanno presentato le loro riflessioni.
Quasi tutti si sono mostrati concordi sul considerare la Società della Salute un fallimento.
Si sono poi interrogati su come la politica possa intervenire in tempi rapidi su questioni come sicurezza e riorganizzazione dei servizi sociali. Senza trascurare la necessità di protocolli d’intesa con l’Asl e di un impegno maggiore della Regione. Ne sono scaturite proposte di nuovi incontri, di documenti e ordini del giorno, o di relazioni dettagliate da chiedere, ad esempio, al direttore uscente dell’Asl, Monica Calamai.
Il presidente di commissione, Alessandro Latorraca, insieme all’assessore Carla Roncaglia, ha chiuso i lavori assicurando che il dialogo tra operatori sociali e politica riprenderà già nelle prossime settimane.
Giorgio Carlini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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