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Livorno

CASO LONZI dieci anni dopo

«Denuncio i medici delle Sughere»

«Denuncio i medici delle Sughere»

La querela della madre: non svolsero il loro dovere, riaprite le indagini

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LIVORNO. La madre di Marcello Lonzi, il detenuto morto in cella quasi dieci anni fa nel carcere Le Sughere, ha sporto querela ai carabinieri di Pisa, città nella quale risiede, contro due medici della casa circondariale e contro il medico legale che eseguì l'autopsia accusandoli di non avere «svolto bene il loro dovere» e chiedendo la riapertura delle indagini sulla morte del giovane.

Lonzi morì l'11 luglio 2003 e secondo l'inchiesta a ucciderlo sarebbe stato un malore, mentre per la madre, Maria Ciuffi, il figlio sarebbe morto in conseguenza di un pestaggio subito in cella. Alla querela contro l'anatomopatologo e i medici in servizio all'epoca dei fatti presso l'infermeria del carcere, Maria Ciuffi, assistita dall'avvocato Erminia Donnarumma, ha allegato ampi stralci della relazione medico legale eseguita dal consulente nominato dalla procura, quando fu riesumata la salma del giovane per effettuare una nuova autopsia, nella quale si evidenziavano «condotte non idonee». Si rileva inoltre, nella denuncia, la presenza nella parte addominale del cadavere di numerose fratture non evidenziate prima, «l'infossamento corticale dell'osso di 2 millimetri in corrispondenza di una ferita lacero contusa all'arcata sopracciliare non compatibile con morte naturale». «Sono andata contro tutti e tutto pur di sapere la verità che mio figlio merita - commenta Ciuffi - . Voglio solo che Marcello abbia giustizia».

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