Il Tirreno

Livorno

Contributi per l’affitto per chi ha tra 18 e 34 anni

di Juna Goti

La Regione apre un bando rivolto a chi vuole lasciare la casa dei genitori: single, coppie e amici. Previsto un sostegno dai 150 ai 350 euro al mese

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LIVORNO. «Rispetto ai bandi precedenti, l'età per presentare domanda è passata da 25 a 18 anni». Il primo a pubblicizzarlo, sulla sua pagina Facebook, è il governatore della Toscana, Enrico Rossi: due giorni fa la Regione ha pubblicato il bando per il contributo all'affitto che fa parte del progetto Giovanisì e che scadrà il 10 giugno. In sostanza, affitti casa e da Firenze ti danno una mano a pagare. L’aiuto vale per i toscani di età compresa tra i 18 e i 34 anni che, come scrive il governatore, «vogliono andare a vivere per conto proprio». Certo in qualche Paese europeo sgranerebbero gli occhi di fronte a una misura incentiva-autonomia che aiuta i giovani a uscire di casa e che, lo specifica il bando, dà la «priorità alla fascia 30-34 anni». Di sicuro è uno specchio dei tempi che forse oggi, più che una mentalità - quella del “mi’ bimbo sta con me” - racconta le difficoltà vere di ragazzi precari e di giovani coppie con figli che fanno fatica a stare sul mercato. L'aiuto è concretissimo e lo scorso anno ha coinvolto circa 120 livornesi: vale 3 anni e varia dai 150 ai 350 euro al mese, a seconda delle fasce di reddito e della presenza e numero di figli. Ecco come funziona.

Chi può fare domanda. Il bando è aperto ai toscani tra i 18 e i 34 anni che vogliono «scindersi dalla famiglia d'origine» e «costituire il loro nuovo e autonomo nucleo familiare». Per partecipare devono essere residenti in Toscana da almeno due anni, di cittadinanza italiana, di uno Stato dell'UE o comunque in regola con le norme sull’immigrazione. Per le coppie, basta che il requisito dell’età sia rispettato da uno dei due giovani, purché l'altro sia maggiorenne.

Il reddito. Il valore Isee della famiglia di origine (genitori e parenti, compresi quelli considerati affini, come i suoceri, entro il secondo grado) non deve superare i 40mila euro. Quanto al reddito individuale complessivo ai fini Irpef, deve stare dentro i 35mila euro lordi (vale anche per i separati legalmente). Limite che passa a 45mila in caso di coppie (sposate o di fatto) e a 55mila in caso di tre o più richiedenti non parenti. Perché anche un gruppo di amici che decide di condividere l’appartamento può tentare. Nel bando, poi, si specificache che chi fa domanda «non può essere titolare per quote che oltrepassano il 30% di diritti di proprietà, usufrutto, abitazioni» e non deve «avere mai beneficiato di altri contributi pubblici per il pagamento dell'affitto».

Contratto e pagamenti. Il contributo varia dai 1.800 ai 4.200 euro all'anno per tre anni (da un minimo di 150 a un massimo di 350 euro al mese). Aumenta con figli a carico e reddito basso. Una volta appurati i requisiti e stilata la graduatoria regionale, sarà versato in quote semestrali anticipate. Come? Entro 180 giorni dall’approvazione della graduatoria degli ammessi al contributo (che sarà pubblicata sul Burt e sul sito Giovanisì), i diretti interessati dovranno presentare alla Regione il contratto di affitto di una prima casa, di durata minima di tre anni (quindi non alloggi transitori) e in Toscana. Non valgono i contratti firmati prima del 10 giugno (data di scadenza del bando), quelli sottoscritti con cugini, zii e così via, e quelli che hanno a che fare con appartamenti di lusso e di categoria catastale A1, A8 e A9.

Non sono ammessi. Attenzione: saranno scartate le domande degli under 34 che sono già nella graduatoria stilata lo scorso anno e ancora valida, a meno che non sia cambiato il nuovo nucleo familiare. Esempio: un single che nel frattempo abbia trovato lui o lei.

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