La protesta
Colline, luce ko per 7 ore «Non potremo lavorare»
Mercoledì l’Enel toglierà l’energia dalle 9 alle 16 per alcuni lavori sugli impianti Cesari (Confcommercio): ci sono decine di negozi, dividano in due l’intervento
LIVORNO. Il volantino è stato affisso ai portoni dei palazzi e distribuito tra un bancone e l’altro del cuore pulsante di Colline, uno dei rioni più popolati di negozi della città: mercoledì, come si legge nell’avviso firmato da Enel distribuzione, mezzo rione resterà senza energia elettrica dalle 9 alle 16. Sette ore filate che hanno fatto insorgere i commercianti: «Così saremo costretti a chiudere».
L’energia, si legge nel volantino, «sarà interrotta per effettuare lavori sui nostri impianti». Nelle ultime settimane, infatti, in via di Salviano e dintorni è andata via spesso la luce. «Sicuramente – mette subito in chiaro Giannantonio Cesari (nella foto in alto), che gestisce la tabaccheria all’angolo con via Lorenzini – questo intervento servirà a migliorare il servizio nel quartiere, ben venga. Ma qualcuno si è reso conto di cosa vuole dire togliere la corrente per sette ore, e in pieno giorno, in un’area come questa?».
Cesari parla nella doppia veste di numero uno della Confcommercio livornese e di presidente del centro commerciale naturale di Colline. «Ne fanno parte una sessantina di negozi con almeno 300 addetti», ripete dall’altra parte del bancone. Via di Salviano (foto al centro) e le sue traverse sono piene di vetrine alimentari, molte storiche: pasticcerie, gelaterie, pescherie, gastronomie. Poi tabaccai, circoli, bar, negozi di abbigliamento. «Premesso che il lavoro degli altri va sempre rispettato – si arrabbia Cesari – e che ovviamente rispettiamo gli operai dell’Enel che verranno mercoledì, qui qualcuno non sta rispettando il nostro. I lavoratori del commercio non sono lavoratori di serie B». «Una cosa – riprende – sono le emergenze e i blackout, un’altra sono gli interventi programmati. Come si può pensare di togliere la corrente per sette ore? Una cella frigo ha un’autonomia di circa 4, per non parlare dei banconi frigo. Qualche negoziante si sta attrezzando a spese proprie, con i generatori, che comunque non basteranno».
In effetti anche dalla vicina Coop di via Anna Frank (che comunque dovrebbe salvarsi dallo stop perché appena fuori dall’area rossa) ripetono che perfino i generatori del supermercato potrebbero non bastare ad evitare disagi in caso di interruzioni così lunghe.
«C’è un problema di lavoro e di conservazione dei materiali – sottolinea Cesari – qui si rischia che qualcuno debba abbassare la saracinesca. E in un momento così difficile per l’economia, tutte le acque bagnano...».
Il presidente alza la voce: «È impossibile parlare con Enel, siamo stati ore al centralino, rimbalzati da una cornetta all’altra. Chiediamo che facciano il lavoro in due volte, saremmo disposti ad aprire e chiudere un’ora dopo o un’ora prima, se necessario. Sicuramente i lavori faranno bene al rione ma, ripeto, evitino di farci perdere una giornata di lavoro».
«È questione di buonsenso e di rispetto – chiude – qui c’è un centro commerciale naturale riconosciuto dalla Regione Toscana: è inutile sciacquarsi la bocca con la parola lavoro, a tutti i livelli, se poi non si pensa alle piccole imprese che cercano di sopravvivere. I disagi ci siano, ma ragionevoli. Non siamo figli di un dio minore».
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