La protesta
«Ora vogliamo contare nella direzione nazionale»
Pd, De Filicaia rivendica un ruolo di primo piano per la federazione di via Donnini «Il congresso a Livorno? Mi ricandido». E per le alleanze alle amministrative...
LIVORNO. «Voglio che Livorno giochi un ruolo determinante in questa fase: in direzione nazionale non siamo rappresentati, è l’ora di prenderci il posto che ci spetta dopo quello siamo da sessant’anni per questa città e non solo. Starà a noi essere bravi a inserirci nel dibattito nazionale, partendo dal porto». Le parole del segretario comunale del Pd, Yari De Filicaia, danno il senso di quello che si sta muovendo nella pentola scoperchiata del partito dopo il pasticcio dell’elezione del Capo dello Stato, le dimissioni di Bersani e la convivenza forzata con Berlusconi.
Dall’altra parte della cornetta ripete tre volte che «vogliamo dire la nostra». Ma come ha evidenziato l’assemblea convocata lunedì, nello stesso quartier generale livornese ci sono idee diverse sul futuro del partito e su Letta. «Saranno i fatti – interviene De Filicaia, che ha sempre detto di preferire un governo di saggi alla convivenza col Pdl – a dire se la gestione Letta è stata una scelta lungimirante. Resto perplesso per come siamo arrivati a questo governo e per la convivenza col centrodestra. Poi se è una scelta straordinaria che guarda agli interessi del Paese, vediamo dov’è la copertura finanziaria per fare quello che ha detto il premier: se riuscisse a fare anche tre quarti di quello che ha annunciato...».
Nel documento varato da Samuele Lippi, l’assemblea territoriale ha dato fiducia a Letta, chiedendo anche di andare subito a congresso. «È un in bocca al lupo dovuto rispetto alle emergenze che dovrà affrontare», controbatte il segretario. Quanto al partito, «serve una fase costituente che sfoci in un congresso che ne ridefinisca l’identità: dobbiamo chiedere scusa alla nostra base e agli elettori perché in campagna elettorale abbiamo detto cose che non si sono realizzate».
«È normale – chiosa – che siano venuti iscritti che hanno messo in dubbio la permanenza nel partito. È una fase che ha messo tutti a dura prova, anche me. I dubbi sono leciti. Io sono felice di come ha reagito il partito a Livorno, ha dimostrato vitalità. Non mi scandalizzano le discussioni aspre, mi scandalizza chi fa finta di niente: si sta con Berlusconi e madama la marchesa? Non funziona così. Nessuno ha la verità in tasca, ben venga il dibattito». Per questa fase intermedia De Filicaia dice no al triumvirato: «Meglio una persona che abbia autorevolezza, ma quello che sento dire sull’incarico che deve andare a un ex Ds perché Letta è della Margherita non mi piace: oggi c’è il Pd». De filicaia sostiene di avere la base «vicinissima» e a chi ha criticato la sua raccolta firme per impedire le dimissioni di Bersani (compreso il senatore Filippi) risponde che «avrebbe garantito di arrivare al congresso più in fretta». Congresso che, a cascata, dovrebbe coinvolgere anche i segretari livornesi, ma chissà quando. «Mi ricandiderei – avvisa – e comunque il mio mandato scade nell’autunno del 2014...». Intanto, guardando alle amministrative, «per me la base politica da cui partire è sempre l’alleanza con Sel e Centro Democratico, ma non sarebbe intelligente non guardare anche alla società civile». Certo un anno è lungo e il Pd è stato capace di vederne di tutti i colori in pochi giorni.
Juna Goti
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