Il Tirreno

Livorno

Ardenza, c’è un mare di degrado

di Claudia Nanni
Ardenza, c’è un mare di degrado

Il problema della sporcizia nelle acque tra il moletto e la spiaggia dei cani: pneumatici, plastica e bottiglie

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LIVORNO. Cumuli di alghe ma anche buste di plastiche, pezzi di lamiere e pneumatici. Sono queste le prime cose che si notano affacciandosi sul tratto di mare che va dal porticciolo di Ardenza alla "spiaggia dei cani".

Un'immagine desolante per chi passeggia sul lungomare. E con l'arrivo del primo caldo il problema della sporcizia si fa sempre più incombente.

A fare i conti con questo disagio sono soprattutto i bagnanti e anche i numerosi frequentatori della passeggiata di Ardenza. «Esteticamente non è un bel vedere - racconta Cecilia Presciutti, - il bagno è impossibile da fare, al massimo passeggio. A fianco del moletto si trovano delle matasse di alghe che creano cattivo odore e ad accentuare il tutto sono i topi che oltre a portare sporcizia probabilmente nidificano. Infatti da quando ho il bambino non vengo più».

Ma se quello delle alghe è un fenomeno naturale, ad aggravare la situazione è l'inciviltà della gente che butta in mare bottiglie e quant'altro senza farsi problemi.

Rifiuti che vanno ad aggiungersi ai detriti sospinti dalle mareggiate verso la costa. Silvia Iacoponi, una bagnante, racconta che ogni estate andava al porticciolo con gli amici ma ormai il posto è diventato inaccessibile. Le cause sono il cattivo odore e i topi.

«Tutta la città è gestita male per quanto riguarda la pulizia in strada ma anche nel mare - racconta Silvia - e poi c'è scarso senso civico: la gente butta la roba dove vuole e non si rende conto che in questo modo degrada la città ma soprattutto rovina il nostro bene più prezioso, cioè il mare».

La sporcizia viene portata dalla corrente e ristagna a riva finchè non arriva qualcuno a pulire.

Per le alghe il discorso è diverso: l’intervento di rimozione - che di solito è compito dall’Aamps - è sottoposto a una precisa normativa. «Se ci fosse manutenzione ogni sei mesi non ci sarebbe questo problema - ci dicono al ristorante l'Ostricaio - ma è da tre anni che nessuno viene a pulire e quando d'estate fa molto caldo le alghe emanano un odore terribile. Quindi siamo punto e a capo. Non è una bella immagine: oltre alle alghe si accumulano altri detriti e non è una cosa igienica. Per noi è anche un danno: la clientela vede un bel panorama ma se arriva un alito di vento si sente subito l'odore delle alghe essiccate e se si sporge vede un tappetto di piante marine. Non è il massimo per chi pranza o cena».

Resta solo da capire se chi di competenza saprà farsi carico del problema visto che ormai la stagione balneare è agli sgoccioli.

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