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Resta in carcere il senza fissa dimora arrestato per furto
LIVORNO. «Come campa?», gli ha chiesto il giudice Pietro Murano. «Vivo di elemosina, mi arrangio». Quell'arrangiarsi per Christian De Benedictis è un eufemismo che gli è costato prima l'arresto in...
LIVORNO. «Come campa?», gli ha chiesto il giudice Pietro Murano.
«Vivo di elemosina, mi arrangio».
Quell'arrangiarsi per Christian De Benedictis è un eufemismo che gli è costato prima l'arresto in flagranza per furto aggravato e poi un patteggiamento a 10 mesi da scontare in carcere.
Nato a Lucca, residente a Livorno, ma di fatto senza fissa dimora, De Benedictis, 36 anni, è stato arrestato alle 4 di mercoledì primo maggio nei pressi della scuola Parmeggiani.
Era entrato nell'edificio forzando la porta d'ingresso. L'allarme aveva fatto arrivare la vigilanza privata che era riuscita a fermare il ladruncolo. De Benedictis si era poi divincolato riuscendo a fuggire. Quando arriva la volante della questura dopo una breve ricerca lo trovano nel sottoscala di un'abitazione, raggiunta dopo aver scavalcato un muro, confinante con la scuola "visitata" qualche minuto prima.
Nel corso del sopralluogo la polizia sequestra una torcia elettrica rinvenuta sul luogo dello scavalcamento, una macchina fotografica, monete e succhi di frutta che il 36enne ammette aver rubato nella scuola forzando anche un distributore automatico. Dopo la convalida del fermo, il giudice Murano ha accolto la richiesta di patteggiamento dell'avvocato d'ufficio, con il consenso del pm, a 10 mesi e 640 euro di multa. Considerati i precedenti specifici e l'assenza di una dimora stabile, De Benedictis resta in carcere.
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