Gioco
Dal palio alla pallamaglio, giochi del passato
Dal palio dell'antenna alla pallamaglio, dal tiro a volo agli scacchi: è lunghissimo l'elenco dei giochi e dei passatempi che sono stati praticati a Livorno sin dalle sue origini seicentesche, spesso...
Dal palio dell'antenna alla pallamaglio, dal tiro a volo agli scacchi: è lunghissimo l'elenco dei giochi e dei passatempi che sono stati praticati a Livorno sin dalle sue origini seicentesche, spesso in forma estemporanea per poi, alla fine dell'800, essere in gran parte regolamentati come discipline sportive. A riassumere tale vasto e variegato assortimento è il libro "Giochi storici a Livorno" scritto da Laura Dinelli, ampiamente illustrato e recentemente pubblicato da Debatte Editore per la collana "Percorsi nella storia". Nel descrivere giochi e passatempi del passato non mancano certo significativi aneddoti: come quel facoltoso spagnolo che nel '700 dilapidò una grossa somma al gioco del pallone ed al biliardo tanto che i suoi parenti pensarono bene di farlo arrestare per rispedirlo in patria prima che facesse altri danni. Si narra anche di usanze che oggi ci farebbero inorridire come quella di tagliare al volo il collo a delle oche appese a testa in giù sull'acqua durante una gara con le barche: vinceva la squadra che ne ammazzava di più. E restando fra le contese remiere alcuni facoltosi livornesi, spesso di origine straniera, facevano a gara ad organizzare corse fra le barche dando vita a feste ed allestimenti sontuosi: ai primi del '700 è nato così il palio dell'antenna. Le gare delle barchette disputate nei Fossi erano però quasi sempre costellate da colpi proibiti ed arrembaggi tanto da essere abolite nel 1844. Altri capitoli sono poi dedicati ai giochi di palla (football, tennis, palla a bracciale, etc.) ed all'affermarsi di varie associazioni dilettantistiche (scherma, ciclismo, canottaggio, pattinaggio, tiro a segno, etc.).
Roberto Riu
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