Sicurezza
Castagneto, strangolata a 19 anni: c'è un arresto
Manette a uno dei due senegalesi fermati in mattinata. L'altro è stato rilasciato. Repertate tracce biologiche. La ragazza potrebbe essere stata uccisa altrove e portata nell'uliveto
Svolta nell’omicidio di Ilaria Leone (FOTO), la ragazza di 19 anni strangolata a Castagneto Carducci. Uno dei due senegalesi fermati - Ablaye Ndoye, 33 anni - è stato arrestato e portato in carcere a Livorno (FOTO - VIDEO). L'altro è stato rilasciato e fatto uscire da un ingresso secondario della caserma di Donoratico. L'arrestato sarebbe stato rintracciato tra Piombino e Castagneto. A lui i carabinieri sarebbero arrivati grazie al cellulare: gli amici di Ilaria, infatti, lo avevano segnalato come uno dei possibili sospetti.
Durante la conferenza stampa dei carabinieri che si è svolta a Livorno, il procuratore Francesco De Leo ha spiegato che nello zainetto del giovane è stato trovato il telefonino della ragazza uccisa e ha aggiunto che «il senegalese fermato era conosciuto come spacciatore e la giovane era una consumatrice di sostanze stupefacenti». L'autopsia intanto è stata rinviata a sabato 4 maggio. «Ablaye Ndoye non aveva il permesso di soggiorno ed era già destinatario di un provvedimento di espulsione le cui pratiche erano in corso», ha detto Francesco De Leo, che insieme al comandante provinciale dei carabinieri Massimiliano Della Gala ha confermato che l'uomo non ha ancora confessato, ma che «su di lui ci sono pesanti indizi». I carabinieri hanno anche spiegato che «per la svolta delle indagini ha avuto un ruolo fondamentale la comunità senegalese».
La ragazza è stata trovata seminuda, con i pantaloni abbassati e da un primo esame sul corpo sarebbe stata strangolata a mani nude. Tracce biologiche sono state repertate dagli investigatori che indagano sull'omicidio di Ilaria. Lo ha riferito il procuratore di Livorno Francesco De Leo. Il magistrato non ha escluso l'ipotesi che la giovane possa essere stata violentata o che abbia subito un tentativo di violenza. Emerso anche che sarebbe stata uccisa altrove, non lontano, e poi trascinata nell'uliveto. Proseguono anche gli interrogatori di parenti e conoscenti.
FOTO Il luogo del delitto
La giovane lavorava al ristorante "La Gramola" poco distante dal luogo del ritrovamento del corpo e di lei non si avevano notizie dalle 22 del primo maggio. Ad accorgersi del cadavere, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stata una persona che ha avvisato i carabinieri.
LA RICOSTRUZIONE DELL'OMICIDIO

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