Il Tirreno

Livorno

Brucia il magazzino di Cardosi

di Lara Loreti
Brucia il magazzino di Cardosi

Ci dormiva l’ex vigile capellone: da tempo i residenti protestavano per il degrado della struttura

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Mai vista tanta spazzatura tutti insieme. Una scena incredibile e un odore insopportabile». Sono sconvolti i residenti di Borgo Cappuccini. Ieri per loro il risveglio è stato scioccante oltre che “infiammato”. Alle 4.30 da un fondo che si trova al numero civico 218, accanto a un condominio e a un macellaio, si sprigiona un incendio violento. Cumuli di spazzatura, biciclette, mobili e suppellettili varie. Tutto brucia con veemenza. E un fumo denso e maleodorante esce con vigore dalle inferriate che delimitano il locale. Mentre grossi topi scappano sul marciapiede. Ma quello che brucia in Borgo Cappuccini non è un fondo qualsiasi. Dietro quella spazzatura c’è una storia. Sono montagne di roba che Giampalo Cardosi aveva ammucchiato nel magazzino che da anni aveva in affitto e che a volte usava come alloggio per dormire. E l’ombra del vigile capellone, morto lo scorso settembre dopo esser caduto dalla sua inseparabile bici, aleggia con forza quando in Borgo Cappuccini comincia ad albeggiare. Un’immagine che tutti hanno davanti agli occhi e che si concretizza nel momento in cui, tra le buste, spunta il ritratto dello stesso vigile capellone. Intatto. Non uno qualsiasi, quello usato per gli ormai celebri manifesti di Garibaldi. Cardosi ha la camicia rossa, la consueta barba e uno sguardo beffardo, un po’ perplesso. «È lui», commenta un passante.

Già perché intanto si sono fatte le 5.30 e Borgo Cappuccini, nonostante il resto della città ancora sonnecchi, comincia a brulicare di residenti. Gente alla finestra, persone che scendono in strada in pigiama, preoccupate. L’aria è irrespirabile. Soprattutto per chi abita negli appartamenti proprio sopra al fondo. È il caso di alcune famiglie che stanno valutando se trasferirsi momentaneamente da parenti e addirittura in hotel. «Come facciamo a stare qua, con questa puzza? È bruciata plastica e anche sostanze nocive», dice una coppia di residenti.

Intanto i vigili del fuoco si danno da fare per smassare la roba ed estinguere i focolai. Un’operazione che rende necessario l’uso delle mascherine. Il fondo poi verrà sequestrato: è inagibile. Non sono chiare le cause dell’incendio, c’è chi parla di autocombustione, ma non si esclude il dolo. Sul posto arrivano anche i volontari della Misericordia insieme al medico del 118, ma fortunatamente nessuno resta ferito. E c’è anche la polizia, che si mette al lavoro per cercare testimoni per ricostruire le fasi iniziali del rogo.

Il fondo dove spesso Cardosi dormiva, è nel mirino dei residenti da almeno tre anni. «Abbiamo presentato esposti e scritto lettere di protesta - dice Letizia Bastiani, residente che si fa portavoce del disagio del quartiere - Ci siamo rivolti a tutte le istituzioni, ma nessuno si è preso le sue responsabilità. La prima volta che siamo andati alla circoscrizione era dicembre del 2010. Poi, il 25 gennaio 2011 abbiamo scritto la prima lettera di protesta a sindaco, comandante dei vigili, presidente di circoscrizione, assessore al Sociale e Asl, con raccolta di firme annessa. Ma niente da fare. Nel corso del 2011 abbiamo avuto vari incontri con gli amministratori e poi nel marzo del 2012 abbiamo fatto una denuncia per degrado ai vigili. Abbiamo parlato anche con l’amministratore del palazzo. E da quando Cardosi è morto la situazione è peggiorata: sul marciapiede, davanti ai negozi, scorrazzano topi e la sporcizia è tanta. Cosa dobbiamo fare di più?». Tanti sono preoccupati perché il rogo di ieri avrebbe potuto avere conseguenze più gravi: «Va tutto bene finché non ci scappa il morto - tuona Ubaldo Ruberti - Ora ci aspettiamo che chi è pagato per avere responsabilità se le prenda e risolva la situazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web