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Livorno

20 famiglie occupano le ex sedi di Cecupo e Circoscrizione Uno

20 famiglie occupano le ex sedi di Cecupo e Circoscrizione Uno

L’azione sostenuta dal gruppo dell’ex Caserma Del Fante «Trasformato il giorno delle scampagnate in giorno di lotta»

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LIVORNO. «Abbiamo trasformato un giorno di scampagnate e sbornie in un'occasione di lotta». I ragazzi dell'ex Caserma Del Fante commentano così l'occupazione dei locali dell'ex Circoscrizione 1 in via delle Sorgenti e dell'ex Cecupo di via degli Asili, avvenuta il primo maggio.

Nei due stabili sono entrate circa venti famiglie, e i membri dell'ex Caserma sottolineano oggi quanto il gesto, oltre che pratico, sia stato fortemente simbolico.

«Il nostro primo maggio - spiegano Diego Sarri e Giovanni Ceraolo - non è stato solo un giorno di retorica o nostalgia, ma di concretezza. Stando al fianco di chi un tempo era un lavoratore e oggi è una vittima della società».

Gli edifici occupati sono entrambi di proprietà comunale. E non è un caso: «Da tempo - ricorda Sarri - denunciamo l'assenza di politiche sociali sul territorio. Mancano interventi mirati a risolvere l'emergenza abitativa».

«L'offerta di case popolari - prosegue - è fortemente ridotta, i locali per l'emergenza sono in pessime condizioni. Gli unici interventi, piuttosto che mirati a risolvere la questione-casa, sembrano interessati a alimentare il mercato privato».

«Dire che tutti i bisogni sono legittimi - affermano i rappresentanti dell'ex Caserma - è pericoloso. La popolazione ha mille sfaccettature, i cittadini hanno condizioni di vita estremamente diverse. Ci sono interessi con un'urgenza prioritaria, rispetto ai "capricci edilizi" di chi potrebbe permettersi l'appartamento di proprietà. Una cultura politica attenta ne dovrebbe tenere di conto».

Ancora sull'abitare sociale: «C'è poca informazione, è difficile rendersi conto delle cifre spese dall'amministrazione e delle funzionalità rispetto alle esigenze reali. Serve un'analisi da presentare alla città, per spiegare i cambiamenti urbanistici in corso. Basti pensare alle edificazioni tra Coteto e Scopaia, Nuovo Centro compreso».

Capitolo mercato ortofrutticolo di Fiorentina: «I privati investono e costruiscono 60 appartamenti, ma solo 10 rientrano nell'edilizia popolare. Gli altri 50? Affitti a canone concordato: un disperato tentativo di riattivare il mercato degli affitti privati. Peccato che oggi siano centinaia le famiglie che, percependo redditi ben al di sotto della "fascia grigia", sono escluse da queste operazioni».

I giovani dell'ex Caserma hanno infine presentato tre progetti che inaugureranno domani nei locali dell'ex Usl di via Ernesto Rossi: un centro di riuso e riciclo, un ostello della gioventù e un centro di solidarietà popolare.

«Vogliamo contribuire affinché in città si ritrovi quel senso di solidarietà che a volte pare perduto - concludono i ragazzi - La nostra prossima mossa sarà passare dalle lotte per l'abitare a quelle per il lavoro, perché chi è senza occupazione è destinato a perdere la casa. Se la città vuole ripartire non può prescindere da questo dato drammatico».

Giorgio Carlini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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