Il Tirreno

Livorno

«Senza Imu conti del Comune a rischio»

di Juna Goti
«Senza Imu conti del Comune a rischio»

La prima rata vale quasi 8 milioni. Nebbiai: «Giusto togliere la tassa sulla prima casa, ma lo Stato ci rimborsi subito»

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LIVORNO. Promessa due giorni fa nel suo primo discorso alle Camere dal premier Letta, l'abolizione dell'Imu sulla prima casa si è già trasformata in un boomerang per il nuovo governo. Ieri mattina il ministro per i rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini (Pd), ha precisato che «quella annunciata dal premier è solo una proroga della rata di giugno». Berlusconi è subito insorto: «Cancellazione totale o non daremo il nostro appoggio all'esecutivo». Tutto mentre l'Europa è tornata a chiedere di far quadrare i conti e i sindacati hanno detto sì all'abolizione, ma non tout court. In questo clima di scontro e di incertezza, l'unico punto fermo sembra essere che a giugno i livornesi, come il resto degli italiani, non dovranno pagare la prima rata della tassa sulla prima casa. Una boccata d'ossigeno per migliaia di famiglie, che però ha una doppia faccia: ai Comuni verranno a mancare, in corso d'opera, milioni di euro. Milioni che sono già stati messi in conto per opere a servizi.

A Livorno l'acconto Imu prima casa al 26 luglio 2012 è stato quasi di 8 milioni di euro: per l'esattezza 7.721.189 euro. «Significa che lo Stato – interviene l'assessore al bilancio, Valter Nebbiai – dovrebbe anticiparci la stessa cifra per il primo semestre del 2013».

«Sono felice – vuole chiarire subito – della scelta fatta dal governo, perché finalmente crea giustizia nei confronti dei proprietari di prima casa e anche degli amministratori che hanno dovuto applicare l'Imu pur essendo in profondo disaccordo col precedente governo». «Abbiamo dovuto fare gli esattori dello Stato – sostiene – subendo le giuste lamentele dei cittadini senza averne, peraltro, alcuna colpa».

Ma «se questi soldi non entrano siamo al collasso, a Livorno come nella gran parte dei comuni d'Italia».

«Senza gli oltre 7 milioni della prima rata – dice senza mezzi termini – sommati ai 3,5 dell'Imu sulle case popolari che non abbiamo ancora (il pagamento sarebbe a carico dello stesso Comune, ndr) saremo costretti a tagliare brutalmente i servizi».

«Però è uno scenario – si affretta a dire subito dopo – che non voglio neppure prendere in considerazione...». Perché, riprende, «visto l'impegno assunto dal governo, sono convinto che in qualche modo il presidente del consiglio abbia già individuato le risorse per la copertura di uno squilibrio finanziario che lo Stato avrebbe nel proprio bilancio».

Ok, ma da Roma dove troverebbero i soldi? «Lo spread Btp-Bund è sceso a 268 e se il trend sui titoli di Stato continua ad essere positivo – ipotizza l’assessore – lo Stato potrebbe risparmiare miliardi di interessi. Poi, visto che la spesa corrente dello Stato vale circa 800 miliardi, un risparmio dell’1 per cento ne varrebbe 8 su base annuale, 4 semestrale». Il valore di una manovra Imu prima casa.

Secondo l’assessore livornese, quindi, il punto non sarebbe «se lo Stato ci ridà questi soldi, ma quando e come».

Nel piano di cassa di Palazzo Civico, che è una specie di maxi agenda con la programmazione delle entrate e delle uscite, gli oltre 7milioni dell'anticipo Imu sono già previsti. E il rischio è di fare i consti senza l’oste. Ogni mese il Comune paga 2,5 milioni ai fornitori, 1,8 milioni di stipendi, poi servizi e trasferimenti alle aziende. Compresi i 3 milioni che versa ad Aamps come anticipo Tares. «L'eventuale non riconoscimento a giugno delle risorse, con uno slittamento del ristoro da parte dello Stato – lancia l’sos Nebbiai – causerebbe gravi problemi di cassa. La programmazione finanziaria salterebbe. Senza contare che i Comuni, a questo punto senza certezze di entrate, non sono più in grado di chiudere i bilanci entro giugno».

Al di là delle ipotesi sul campo, dove lo scontro politico è ancora in atto (rata per i cittadini solo rimandata? Cancellata? Lo Stato che si accolla il "rimborso" ma paga in ritardo?), se a inizio estate Palazzo Civico non avrà quel “ristoro” di cui parla Nebbiai, per mantenere lo stesso livello dei servizi e continuare a pagare i fornitori «potremo essere costretti, per la prima volta, ad andare a una anticipazione di cassa chiedendo aiuto alle banche, col relativo pagamento degli interessi».

L’incognita Imu ieri pomeriggio è rimbalzata anche sui banchi del consiglio comunale, dove era in corso la discussione sul bilancio consuntivo. I consiglieri, al prossimo giro, potrebbero essere chiamati a discutere di quanto e cosa tagliare. Ancora.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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