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Il Pd frusta Roma: «Ora ascolti gli iscritti»

Il Pd frusta Roma: «Ora ascolti gli iscritti»

L’assemblea vara il documento pro congresso. E Lippi incontra il responsabile regionale della sanità

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LIVORNO.

La prossima settimana il leader della federazione livornese del Pd, Samuele Lippi, incontrerà il responsabile sanità del Pd regionale, Simone Naldoni. Perché ora che è assodato che Monica Calamai lascerà la guida della Asl 6 a giugno, «non voglio sapere tanto il nome di chi verrà, ma cosa si vuole fare del nostro ospedale».

All’infuocata assemblea territoriale che lunedì è andata avanti fino a notte fonda dopo il naufragio romano, anche il governatore della Toscana, Enrico Rossi (presente in sala), è finito nel mirino degli iscritti livornesi sul fronte della sanità. «Dirgli che ha abbandonato questo territorio – interviene all’indomani Lippi – è stato ingeneroso, ma oggettivamente ci sono problemi legati alla situazione economica che condizionano le scelte sui territori». Già nel documento scritto alcune settimane fa, la Federazione è andata all’attacco su liste di attesa, servizi, carenza di personale, con la richiesta di riorganizzare il sistema toscano. Dibattito più che mai vivo ora che è in arrivo il nuovo direttore.

Intanto, lunedì sera, dopo una discussione accesa l’assemblea ha varato un documento sul futuro del partito che sarà inviato a Roma. «Abbiamo dimostrato di essere franchi, forse ribelli ma onesti – sostiene Lippi – nella base c’è amarezza e insofferenza verso le larghe intese, ma ho percepito anche vitalità, amore per questo partito, la rabbia di alcuni interventi ne sono un segno». La paura per quello che accadrà fra un anno, quando a Livorno ci sarà da votare il sindaco, è alle stelle. «Peseranno i risultati del governo, anche se alle amministrative contano i nomi», prova a sviare Lippi. Ma il Pd ne ha di nomi per il dopo Cosimi? «Si troveranno», taglia corto.

Nel documento il Pd, dando «priorità alla tenuta del sistema sociale e democratico», dice di riconoscere al premier Letta il «merito di aver costituito una squadra di governo con segnali di rinnovamento, di genere, di qualità e anche strategici nei confronti dell'Europa, dell'economia, dei diritti civili e sociali: un lavoro attento capace di rappresentare al meglio possibile una difficile composizione tra forze politiche diverse, spesso molti distanti». «Livorno e la Toscana – si legge – esprimono soddisfazione per la nutrita presenza di rappresentati conterranei» e si augurano che «il governo svolga un proficuo lavoro dando risposte immediate alla crisi economica (a partire dal rifinanziamento della cassa integrazione) e alla improcrastinabile riforma dello Stato, partendo dalla legge elettorale».

Ma «il travagliato iter che ha portato alla formazione del governo di servizio nazionale ha messo in luce contraddizioni interne e di alleanza politica che non possono essere eluse». «Sul fronte politico e strategico – si legge – la linea del Pd è chiaramente naufragata per tre motivi: il non positivo risultato elettorale, un'ingiustificata indisponibilità del M5S al dialogo, che avrebbe consentito un profondo cambiamento del Paese, e un gruppo dirigente che non è stato in grado di gestire la difficile situazione». Dopo le dimissioni di Bersani, «a cui va tutto il nostro affetto e la stima», è quindi «necessaria una immediata fase costituente che prima ancora del segretario individui il modello, l'anima e le regole del nuovo Pd», partendo «dall’ascolto della base». (j.g.)

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