Gioco
Sigaretta elettronica È boom di negozi e di vendite in città
In Toscana sono nati 150 esercizi negli ultimi quattro mesi Un giro di affari da 20 milioni di euro entro fine anno
LIVORNO. Via della Madonna, via de Larderel, via Vittorio Veneto, Le tabaccherie elettroniche spuntano come funghi, in città come in provincia. E Livorno non è un caso isolato: in regione l’invasione procede al ritmo di un negozio ogni settimana da gennaio. Empoli, Arezzo, Pistoia, Grosseto, Pisa, Lucca. Tra 40 e 50 punti vendita aperti negli ultimi 4 mesi, un indotto da 150 persone impiegate, perfino un’azienda produttrice di “liquido” vaporizzabile, quello che si usa per le ricariche, la “Essential Flavours” di Montopoli Val d’Arno. Un giro d’affari e di consumatori in costante crescita: 6070 mila fan della sigaretta a vapore in regione, 2025 mila euro di fatturato medio mensile per ogni store, 20 milioni di euro di giro d’affari stimato a fine 2013, dicono i conti più cauti che si fanno dentro l’Anafe, l’associazione che raduna l’80% dei produttori e dei punti vendita di “svaporatori”.
La nube delle sigarette a vapore che già si estende su 400 mila affezionati in tutta Italia, destinati a diventare un milione entro la fine del 2013, ormai si allarga su tutta la Toscana, invadendo centri storici e periferie con nuovi negozi. Segno buono in tempi di crisi. Ma i tabaccai tradizionali non la pensano così. Il 23 aprile si sono ritrovati a Roma per una protesta che ha coinvolto 3.500 esercenti italiani, 400 dalla Toscana. E anche a Livorno non sono in pochi quelli che storcono il naso chiedendo più controlli e sicurezza. In effetti i dati parlano chiaro: 100 milioni di pacchetti di "bionde" venduti in Italia nel primo trimestre de12012, 90 nei primi tre mesi del 2013 per il combinato disposto delle “ecig”, della crisi e del contrabbando. Si stima che la “svapomania” incida per almeno i15% su questo crollo del 10% nelle vendite e negli affari delle tradizionali sigarette. E così, considerando che il mercato toscano vale il 6,5% di quello nazionale, si può calcolare che nei primi tre mesi dell’anno l'av vento delle e-cig in regione ha portato via qualcosa come 300mila pacchetti di sigarette ai tabaccai toscani, spiegano dalla Fit. Ancora: se durante i12012 in Toscana si sono venduti 5,5 milioni di chili di tabacco per un fatturato pari a 1,22 miliardi di euro, a fine anno si stima un calo di 550 mila chili di tabacco venduto e almeno 120 milioni di euro di incassi andati “in fumo” per i classici tabaccai. Almeno 60 milioni risucchiati proprio dalle sigarette a vapore. Ma come funziona? Il funzionamento della sigaretta elettronica è piuttosto semplice. Innanzitutto, può essere ad attivazione manuale o automatica. Nel primo caso il funzionamento è innescato dalla pressione di un pulsante posto sul lato della batteria, nel secondo è automatico al momento del tiro. La batteria, l'estremità finale della sigaretta, fornisce energia all'atomizzatore, posto tra la cartuccia e la batteria stessa. L'atomizzatore scalda il liquido che è contenuto nella cartuccia e questo si vaporizza ed esce dal buco posto sulla cartuccia finendo nella bocca del fumatore. La sigaretta elettronica quindi non brucia e non si consuma, non contiene catrame né tabacco.
E chi l’ha provata sembra non poterla più abbandonare. «Fumavo almeno un pacchetto di sigarette al giorno – afferma Chiara, 33 anni – ora risparmio soldi e limito i danni provocati dalle sigarette normali. I capelli non sanno più di fumo e i denti non sono più gialli. Per me una rivoluzione». Tre motivi spingono anche i fumatori più incalliti a tradire le “bionde”: la sigaretta elettronica costa meno, non è (ancora) vietata nei luoghi pubblici e promette di evitare i danni derivanti dal processo di combustione della tradizionale sigaretta. Ma c’è anche chi alla bionda naturale non rinuncia, «Gli studi sulle sigarette elettroniche sono ancora troppo pochi per i miei gusti – afferma Federico, 50 anni – Intanto non ci sono evidenze scientifiche per dire che le sigarette elettroniche siano efficaci per chi vuole smettere di fumare. Io fumo da una vita, credo sia meglio continuare con lo stesso tipo di veleno». La comunità scientifica non riesce ancora a dare una opinione certa in merito e i fumatori si dividono tra scettici e devoti fedeli. Per ora.
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