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I sottotetti diventano abitabili: le regole
Il consiglio comunale approva la variante per regolarizzare gli spazi indicati dalla legge regionale: cosa fare e quanto costa
LIVORNO. Il provvedimento riguarda, almeno sulla carta, centinaia di livornesi e altrettanti appartamenti sparsi tra la collina di Montenero e il centro. Nei fatti ci sarà da capire quanti proprietari - di questi tempi - decideranno di sfruttare l'occasione versando al Comune una somma che in molti casi potrà raggiungere anche diverse migliaia di euro. Ieri mattina il consiglio comunale ha dato il via libera alla variante al regolamento urbanistico per il "recupero dei sottotetti a fini abitativi". In altre parole l'atto che, fra poche settimane, permetterà di rendere abitabili a tutti gli effetti quei sottotetti che rispettano le caratteristiche individuate dalla legge regionale numero 5 dell'8 febbraio 2010.
Come funziona? Intanto bisogna chiarire che - come ripete in consiglio l'assessore Bruno Picchi, di fianco alla dirigente dell'ufficio edilizia privata, Susanna Cenerini - non si tratta di una sanatoria. Non sarà possibile, quindi, presentare una documentazione ad hoc per vedersi cancellare eventuali abusi. Come spazi trasformati con qualche furberia in camera, cameretta o addirittura cucina, con tanto di fornelli, condizionatore e bagno di servizio. Anche se c’è scommettersi che qualcuno ci proverà.
L'abitabilità potrà essere richiesta solo per quei sottotetti (e non garage o cantine) esistenti o in via di realizzazione alla data di entrata in vigore della legge regionale del 2010. I locali dovranno avere un’altezza media non inferiore a 2.30 metri (in caso di soffitti non orizzontali, la parete minima non può essere inferiore a 1.5 metri). Per i locali accessori, come bagni o ripostigli, sarà invece sufficiente un’altezza di 2.10 metri. Dovranno anche essere rispettati i requisiti igienico sanitari (illuminazione, areazione, dimensione dei vani) che sono riportati nel provvedimento e che sono il frutto dell'intervento dell’Asl previsto dalla normativa regionale.
Come chiarisce Picchi, l'intervento di recupero «non può assolutamente portare a un aumento del numero di unità immobiliari». Non si può sperare, insomma, di realizzare bagno, camera e cucina sotto le travi a vista per poi trasformare tutto in un monolocale a sé stante. In questo senso vige l’obbligo di mantenere un collegamento tra l’ultimo piano dell’abitazione e il sottotetto.
La delibera, sottolinea ancora Picchi, «non autorizza alterazioni dei volumi o modifiche alla sagoma dei fabbricati», ma, nello spirito della legge regionale, «recupero quanto più possibile del patrimonio edilizio già costruito, anche al fine di evitare ulteriore consumo di suolo». Con entrate nelle casse dei Comuni.
Dopo l’approvazione di ieri in consiglio (con 22 voti favorevoli, 8 contrari e 3 astenuti) la variante, la delibera sarà pubblicata sul Burt. A partire dalla seconda metà di giugno, quindi, chi lo vorrà potrà presentare al Comune la Scia (segnalazione certificata di inizio attività). E dovrà pagare (oltre al proprio professionista e alle opere previste) gli oneri di urbanizzazione, circa 80 euro al metro cubo. Questo significa che chi ha un sottotetto di 70 metri quadri, con un altezza media di 2.30 metri, solo di oneri (“per le nuove costruzioni”) arriverebbe a pagare non meno di 13mila euro. Si aggiungono, sul costruito, gli aumenti Irpef e Tia.
Nell’ultima commissione è emerso che dal ’99 al 2010 Palazzo Civico ha rilasciato circa mille concessioni a costruire e che da questa operazine il Comune potrebbe incassare anche dai 6 agli 8 milioni di euro. Difficile, però, dire in quanti decideranno effettivamente di regolarizzare gli spazi.
Attenzione: una volta ottenuta l’abitabilità, come chiariscono dagli uffici del Comune, il sottotetto potrà essere attrezzato con qualunque impianto. Altra cosa sono cantine, garage e quei sottotetti rimasti semplicemente a servizio, dove è vietato installare non solo bagni e fornelli, ma anche televisione e telefono. Lo ha chiarito l’integrazione al regolamento edilizio approvata a novembre dal Comune, dopo l’inchiesta sulle villette a Montenero.
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