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Puntone del Vallino, esplode la protesta

Puntone del Vallino, esplode la protesta

Vertenza Livorno e comitati depositano in Comune l’atto contro il futuro “polo dei rifiuti”

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LIVORNO. "Contro ogni nocività": così recita lo striscione con cui si sono presentati ieri mattina, davanti a Palazzo civico, gli esponenti di Vertenza Livorno e di altri comitati ambientalisti (Aria pulita Livorno nord, No inceneritori: obbiettivo rifiuti zero, Salviamo il Cisternino, Comitato Lonzi). I gruppi hanno depositato in Comune un documento per opporsi alla variante al regolamento urbanistico "Puntone del Vallino", provvedimento che implica la suddivisione di un'area di 257 mila metri quadri, tra l'Ugione e via Pian di Rota, in dieci macrolotti da destinare ad attività industriali e nocive (con il trasferimento delle aziende che trattano rifiuti pericolosi, come la Lonzi).

La variante prevede la nascita di un nuovo "polo del rifiuto", ma gli esponenti dei comitati preferiscono parlare di «pattumiera d'Italia». "Invece di valorizzare un'area frequentata da migliaia di persone – dicono in coro – si è deciso di abbandonarla per anni, per poi creare impianti per attività nocive e dire di averla salvata dal degrado». «Lo spostamento di Rari e Lonzi – dice Katia Perini (Salviamo il Cisternino) – non risolve il problema, ma lo fa gravare sulle spalle di altri. Così si infierisce su una zona che ha già sopportato poli industriali e discariche». «Molti studi – sostiene Ilenia Pachetti (Aria pulita) – evidenziano nell'area di Livorno-Collesalvetti un aumento della mortalità per tumori a trachea, bronchi e polmoni. La situazione, già delicata a Vallin Buio, non potrà che peggiorare».

Il documento presentato in Comune contiene numerose osservazioni anche su altri parametri, dalla pericolosità sismica al rischio di esondazioni. «È impensabile – si legge – posizionare attività produttive nocive in un'area instabile». «Le relazioni presentate a supporto di questo progetto – attacca Massimo Maggini (Vertenza Livorno) – sono commissionate dalle stesse aziende che hanno interesse affinché venga approvato. Quello di oggi è solo il primo passo, non ci fermeremo».

Le preoccupazioni non sono finite. «Dal testo della variante – fanno notare i comitati – è sparita la dicitura che vietava l'installazione di "impianti di produzione di energia elettrica alimentati da combustibili derivati da rifiuti": magari dobbiamo aspettarci che in quell'area sia costruito anche il mega-inceneritore...». E ancora: «Secondo le carte della Camera di Commercio la società Sintesis, che ha collaborato alla stesura del rapporto ambientale, è proprietaria di una quota di una delle società proponenti». "Chiediamo conferma al Comune – chiudono – perché se così fosse sarebbe un caso di conflitto di interessi che renderebbe nullo l'iter».
Giorgio Carlini

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