Il Tirreno

Livorno

Opere vive di legno e foglie Ecco gli alberi monumentali

di Ludovica Monarca

La loro tutela da gennaio è diventata legge dello Stato, salatissime le sanzioni Ecco quali sono le piante che secondo il Comune rappresenteranno Livorno

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LIVORNO. Spesso non ci facciamo caso, camminando di fretta e con lo sguardo perso nei nostri pensieri. Altre volte non ne siamo proprio consapevoli, ma Livorno, tra le tante bellezze del territorio, conta anche alberi importanti. Vere e proprie meraviglie che presto, come previsto dalla nuova legge uscita nel gennaio di quest’anno, verranno inseriti nell’elenco di alberi monumentali. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 1 febbraio della Legge 10 del 2013, per la prima volta in Italia è legge dello Stato la tutela degli alberi monumentali: i Comuni dovranno censirli e chi ne provoca il danneggiamento o l'abbattimento dovrà pagare fino a 100 mila euro di sanzione. Le nuove norme riguardano in generale lo sviluppo del verde urbano e prevedono, tra l'altro, l'istituzione di una Giornata nazionale degli alberi il 21 novembre di ogni anno, l'obbligo per i Comuni di rispettare standard minimi in materia di verde pubblico per abitante, misure per favorire la creazione attorno alle città di 'cinture verdi' e soluzioni architettoniche innovative quali le coperture a verde sui lastrici solari e sulle pareti degli edifici. Entro sei mesi le Regioni dovranno definire i criteri per i quali le piante possono essere dichiarate 'monumentali' e nei successivi sei mesi gli enti locali dovranno procedere al censimento in modo da avere un database del territorio.

Il Comune di Livorno però una sorta di censimento lo aveva già richiesto dieci anni fa al Dipartimento di Agromia dell’Università di Pisa. Dalla relazione tecnica (a cui è seguito un approfondimento l’anno seguente) sono stati rilevati (per pregio storico, naturalistico e culturale) gli alberi nell’area comunale che «quasi certamente entreranno a far parte del database degli alberi monumentali del nostro territorio», afferma l’Ufficio del verde del Comune. Ecco l’elenco degli alberi segnalati dalla relazione tecnica, di cui molti sorgono all’interno di ville private.

Tasso - Villa Mimbelli. L’impianto di questo esemplare potrebbe essere atecedente al 1871, periodo in cui Francesco Mimbelli sposò Enrichetta Rodonacchi la quali si adoperò ampiamente alla cura di questo giardino. L’esemplare è collocato all’interno del parco e si trova al centro di un prato laterale rispetto alla visibilità interna.

Palma da datteri - Villa Maurogordato. La villa fu acquistata dalla famiglia Maurogordato nel 1847 che fece risorge a splendore il parco, creando anche un giardino d’inverno in ghisa e vetri colorati. La palma in questione è una specie ornamentale introdotta in quell’epoca e raramente questo tipo di pianta sopravvive sulla costa.

Palma e arucaria - Parco di Villa Letizia. Queste due piante sono l’unica testimonianza rimasta dell’usanza ottocentesca di piantare specie botaniche rare (come l’arucaria).

Palme- Parco de Larderel È probabile che l’impianto di queste palme risalga alla costruzione del Palazzo Larderel (19841).

Leccio sughera- Montenero. Non è una pianta comune nel livornese. Le sue dimensioni notevoli indacano un’epoca di impianto intorno al XVIII secolo.

Platani - Villa Fabbricotti. Potrebbero risalire alla seconda metà dell’Ottocento quando Bernardo Fabbricotti demolì e ricostruì la villa.

Palma da datteri - Villa Gamba. Questa pianta, composta da ben sette fusti, è la pianta da datteri più grande di tutta la Toscana.

Tasso e palma delle canarie - Villa Sproni. Piantate nell’Ottocento permettono d’immaginare come fossero disegnate le aiuole che abbellivano la villa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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