Il Tirreno

Livorno

Da Tangeri a Livorno sotto il sedile

di Lara Loreti
Da Tangeri a Livorno sotto il sedile

L’odissea di un giovane marocchino, rannicchiato per due giorni in un furgone. Arrestato il conducente

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LIVORNO. Rannicchiato in uno spazio angusto tra il sedile e il cruscotto del furgone, con addosso una coperta rotta e macchiata. Ha viaggiato in queste condizione per due giorni. Da Tangeri a Livorno: 48 ore di patimento. Con l’unico obiettivo di arrivare in Italia e magari cominciare una vita migliore, lavorando a portando i soldi a casa. Un progetto svanito per un ragazzo marocchino di 24 anni. Il giovane, clandestino, giovedì sera è stato scoperto dalla polizia marittima che ha arrestato il conducente del furgone, anche lui marocchino, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il 24enne per fortuna stava bene in salute.

E chissà quanto avrà dovuto pagare per viaggiare in quelle condizioni: la polizia marittima ha trovato 10mila euro addosso al conducente. L’ipotesi degli investigatori è che il povero 24enne abbia pagato una notevole somma per farsi portare in Italia. Tuttavia, come prevede la legge italiana, il giovane è stato rimandato indietro al suo Paese e affidato al comandante della nave.

Il fatto è successo nella tarda serata, quando in città è arrivata la nave Ikarus Palace dal Marocco. Gli sguardi degli investigatori si sono subito concentrati su un furgone Fiat Ducato: il conducente dava segni di nervosismo e per questo è stato fermato. Un controllo approfondito ha fatto emergere che il mezzo era vuoto, privo di merce. Tuttavia, da un ulteriore verifica è venuto fuori che sul pavimento del mezzo, incastrato tra il sedile ed il cruscotto e nascosto da vecchie coperte, c’era un giovane.

Per il conducente del furgone, Abdel Hadi Naokorokoum, 31 anni, regolare in Italia e residente ad Eboli (Salerno), sono scattate le manette. Il marocchino non ha saputo spiegare alla polizia la provenienza dei quei soldi che aveva addosso. Ma non è tutto: il 31enne aveva con sé anche un po’ di hashish e soprattutto una patente di guida contraffatta. Il gip ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Eboli, in attesa del processo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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