Gioco
Il maestro d’ascia, un mestiere affascinante
LIVORNO. Per secoli la costruzione navale, dalle piccole barche da pesca agli imponenti vascelli di primo rango, ha tradizionalmente ruotato intorno alla figura del maestro d'ascia: un mestiere di...
LIVORNO. Per secoli la costruzione navale, dalle piccole barche da pesca agli imponenti vascelli di primo rango, ha tradizionalmente ruotato intorno alla figura del maestro d'ascia: un mestiere di grande prestigio che però negli ultimi decenni è andato in progressiva decadenza con l'avvento della vetroresina e dei materiali compositi che hanno quasi del tutto soppiantato il legno in campo nautico. La scommessa è perciò trovare nuova vita nel restauro di barche d'epoca e nell'allestimento d'interni dei lussuosi megayachts.
Presentato mercoledì al Villaggio Tuttovela, “Il maestro d'ascia. Tradizione e futuro di un mestiere affascinante” è il titolo del volume appena pubblicato dalla Edifir di Firenze nella collana promossa dall'associazione Oma (Osservatorio per i Mestieri d'Arte). Pubblicato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Livorno, il volume, curato da Stefania Fraddanni, si avvale degli interventi di Enrico Campanella, Paolo Fornaciari, Corrado Ricci, Clara Errico e Michele Montanelli. Nel libro, che è bilingue (italiano-inglese), viene descritto l’evolversi della cantieristica. Nei capitoli dedicati a Livorno si parla, in particolare, delle realizzazioni dei maestri d'ascia livornesi fra il XVI ed il XVIII secolo. Sono inoltre ricordati i principali costruttori di barche da diporto, da lavoro o da gara remiera operanti a Livorno tra la fine dell'800 ed il secondo dopoguerra dove spiccano cantieri ormai cessati da tempo come quello di Ezio Carlesi e di Giuliano Garfagnoli, mentre è tuttora attivo, a Rosignano Solvay, il cantiere di Luciano Gavazzi. (r.r.)
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