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Cosimi: come nel ’45 serve responsabilità per salvare il Paese
LIVORNO. In mezzo alla crisi crisi politica e istituzionale, il sindaco Alessandro Cosimi celebra il 25 aprile di 68 anni fa ricordandolo come «l’impegno di quanti decisero di assumere su di sé la...
LIVORNO. In mezzo alla crisi crisi politica e istituzionale, il sindaco Alessandro Cosimi celebra il 25 aprile di 68 anni fa ricordandolo come «l’impegno di quanti decisero di assumere su di sé la responsabilità dei mali degli italiani che avevano abdicato ad una minoranza facinorosa, autoritaria, dittatoriale: oggi a noi viene chiesto lo stesso impegno, la stessa passione per l’idea che mosse verso il sacrificio individuale per il bene pubblico».
Nella cerimonia della Liberazione, il sindaco sottolinea che «la libertà non è una conquista che vale per sempre, dobbiamo rinnovarla ogni giorno e lottare per difenderla creando laboratori politici in cui le forze sane della politica possano confrontarsi».
La resistenza è stata sì un’azione politica e militare, ma è stata essenzialmente una rivoluzione civile e morale. È la dimensione collettiva di un processo di responsabilità personale che coinvolse sia uomini che donne, spiega il segretario dell’Anpi, Gino Niccolai. «Il 25 aprile – dice – porta il nome di tutti coloro che sono morti per quel sogno detto democrazia, che hanno aiutato i partigiani consapevoli dei rischi a cui andavano incontro e sono stati vittima di quella guerra civile scandita a suon di rappresaglie per mano delle truppe di occupazione e dei collaborazionisti». Per Niccolai è «una vergogna» che «in un paese civile si voglia intitolare nella non lontana Pisa una strada al fascista Niccolai, o si dia credito al revisionismo e negazionismo storico».
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