Centrale unica verso Viareggio C’è la data: 31 maggio
Versilia favorita, la decisione dovrebbe arrivare a ore I medici: mancano le mappe, si rischiano ritardi nei soccorsi
LIVORNO. Ora c’è anche una data: 31 maggio. Vale a dire tra un mese. Quel giorno le centrali del 118 della costa verranno unificate. Significa che, praticamente domani, da una sola postazione si gestiranno le emergenze su un territorio che si estende dalla Lunigiana all’isola d’Elba. Una rivoluzione nel soccorso, di cui si parla da tempo e per cui la Regione ha accelerato clamorosamente i tempi.
«Siamo rimasti a bocca aperta», dice il dottor Nicola Marini, coordinatore regionale del sindacato medici italiani per l’emergenza 118. Anche se addirittura i rumors di un mese fa parlavano di fine aprile. Stavolta però la data è stata comunicata ufficialmente al sindacato medici italiani.
Dove andrà la nuova centrale unificata? Livorno era una delle candidate ma i rumors dicono che Viareggio sia la strafavorita. Se la tempistica sarà confermata, è chiaro che sapremo nel giro di pochi giorni, forse ore.
Va detto che nelle ultime due settimane il livello dello scontro politico si è alzato notevolmente. Ma Livorno è rimasta fuori. Rassegnata?
Se le sono date di santa ragione - dialetticamente parlando - Viareggio e Pisa con i sindacati di quest’ultima che hanno accusato: «Scegliere Lido sarebbe dovuto solo a criteri antisismici, la centrale di Pontedera è molto più avanti dal punto di vista tecnico e organizzativo».
A queste polemiche i sindacati lucchesi hanno risposto duri: «Il presidio di Lido - dicono - è la scelta più idonea per una valanga di motivi. Noi richiediamo l’applicazione di quei criteri già individuati a livello regionale e che tengono conto della sicurezza antisismica, dei costi ridotti per l’adeguamento della struttura, delle valutazioni tecniche e organizzative già fatte dagli incaricati della Regione e dalle associazioni di volontariato per il trasporto sanitario».
A prescindere dalla centrale prescelta, il nocciolo della questione secondo Nicola Marini è la gestione quotidiana delle emergenze. «L’unificazione delle centrali operative, giusta e funzionale, deve essere da subito accompagnata da un’adeguata dotazione tecnologica - dice il sindacalista -, dalla giusta pianta organica di infermieri che svolgono il ruolo di operatori e dei medici che coordinano, da una precisa riqualificazione professionale. Serve una strumentazione di mappe che ad oggi non ci risulta esserci. E non si può dimezzare il personale. Il rischio è che i tempi di risposta alla chiamata di urgenza-emergenza del cittadino si allungherebbero, snaturando l'efficacia di qualsiasi intervento medico».
(giu.cor.)
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