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Altolà all’Asl: niente fughe in avanti

Altolà all’Asl: niente fughe in avanti

Nicola Marini (Smi): togliere la guardia medica notturna a Colle creerebbe il caos

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LIVORNO. «L'eliminazione del servizio notturno di guardia medica provocherebbe forti disagi ai cittadini, perché, dopo mezzanotte, i soli due medici del 118 si troverebbero ad eseguire sia l'attività di emergenza sulle forti criticità, sia, insieme, l'attività della continuità assistenziale». Dopo il no dei medici di famiglia al taglio notturno della guardia medica, arriva anche quello dei medici del 118, coinvolti in prima persona dalla rivoluzione.

E’ il coordinatore regionale per l’emergenza 118 del sindacato italiano medici Nicola Marini a ristoppare ogni tentativo dell’Asl 6 di sperimentare le notti livornesi (o colligiane) senza guardia medica. «Significherebbe che che mentre visitiamo un paziente, potrebbe scattare un codice rosso, con la conseguente, pericolosa, sovrapposizione di interventi e la difficoltà, per l'utenza, di avere il medico in tempi brevi, perché impegnato altrove».

Marini critica duramente la proposta del direttore sanitario dell’azienda livornese Lavazza: «E’ una fuga in avanti che non serve - dice -. Anzi che rischia di creare problemi serissimi a tutta l’organizzazione».

E se a Livorno-città il rischio sarebbe quello di un intasamento del pronto soccorso con una lievitazione dei codici gialli, ancor peggio andrebbe a Collesalvetti. Perché lì - dove l’ambulanza del 118 con medico a bordo cessa le sue funzioni alle 20 della sera - la guardia medica opera a ritmi be più intensi: «Nei paesi come Colle ti bussano la notte all’ambulatorio per una visita, chiamano in continuazione, e tu devi fare consulenza, muoverti, rientrare ed essere pronto per la chiamata successiva - spiega Marini -. Immaginate cosa significa tagliare in un paese, quel servizio notturno».

Sarebbe la centrale del 118 a dover gestire anche le chiamate che arrivavano alla guardia medica e magari ad inviare un medico. «Ci troveremmo ad affrontare con difficoltà le patologie più gravi, incidenti stradali, atti violenti, intossicazioni da droga e alcol che nelle ore notturne sono frequenti e che si intreccerebbero a situazioni non gravi che oggi vengono gestite dal medico di continuità assistenziale. I tempi del soccorso diventerebbero più lunghi e cadrebbe la distinzione e l’approccio differenziato sulla base della gravità».

(g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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