Toscana
L’ispettore del ministero bussa ad Aamps
Al setaccio i bilanci della partecipata e i requisiti del personale. L’azienda: controlli di routine
LIVORNO. L’ispettore del ministero dell’Economia e delle Finanze ha bussato alla porta dell’azienda partecipata alla fine della scorsa settimana. Ci è rimasto fino a ieri, dopo avere fatto il pieno di carte tra un ufficio e l’altro. A finire sotto la lente di ingrandimento romana è stata Aamps, l’azienda comunale che gestisce i rifiuti. Perché questa visita a sorpresa? Dalla società fanno sapere che l’ispettore non sarebbe arrivato su segnalazione, ma per un’indagine a campione che periodicamente viene decisa dal ministero.
Nella sede del Picchianti ostentano serenità, ma è chiaro che dopo le vicende burrascose degli ultimi mesi la preoccupazione non può mancare. Da una parte c’è l’aspetto finanziario, che l’ex amministratore unico Angelo Rosi, ha rivendicato di avere messo a posto convincendo i fornitori a dilazionare milioni di euro di crediti vantati nei confronti dell’azienda.
Dall’altra c’è il personale. «Su 264 dipendenti – aveva detto lo stesso Rosi prima di lasciare Livorno – ho trovato 64 pseudo invalidi, 44 divenuti tali in servizio: tra questi ci sono persone che non possono stare al pubblico ma la sera fanno i dj e altre che non possono alzare oggetti più pesanti di 250 grammi. Abbiamo iniziato accertamenti e magicamente qualcuno sta guarendo».
Ieri, nei dintorni del Comune, in parecchi ripetevano che il ministero sarebbe andato a spulciare tra le invalidità e anche tra i titoli di studio dei dirigenti, per verificare se corrispondano alle competenze richieste. Di certo c’è che l’ispettore potrebbe tornare per chiedere integrazioni: eventuali contestazioni arriverebbero dal ministero tra qualche mese. Intanto ha incontrato i nuovi vertici di Aamps: il direttore Lorenzo Fommei e il ragioniere capo del Comune, Nicola Falleni (amministratore unico).
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