Il Tirreno

Livorno

«Ho fame», e aggredisce l’impiegata

di Federico Lazzotti
«Ho fame», e aggredisce l’impiegata

L’uomo, 51 anni, pretendeva un aumento sulla pensione d’invalidità. La donna colpita dalla fotocopiatrice è stata medicata

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Fabio ha 51 anni e una pensione d’invalidità civile di 560 euro al mese che non gli basta più. Ieri intorno alle 9 si è seduto in una delle poltroncine nella sede Inps di via Tacca. Chi lo ha notato prima di dare in escandescenze parla di «una persona assente», «distaccata da tutto e da tutti».

Per quasi mezzora è rimasto, fermo, impassibile mentre vicino a lui la fila dei clienti scorreva avanti e indietro. Poi d’improvviso lo scatto d’ira, la voce che si alza mentre intorno cala il silenzio.

«Non ce la faccio più con i soldi - ha gridato - ho fame e voglio un aumento della pensione». E ancora più forte, stavolta avvicinandosi all’impiegata: «Non ce la faccio più con i soldi», ha ripetuto andandole contro e gettandole addosso la fotocopiatrice che la donna, 60 anni, mamma e nonna, tiene vicino alla scrivania.

Infine l’aggressione fisica. «L’ha presa per le spalle e l’ha scossa», raccontano due testimone. Per fermarlo sono dovuti intervenire alcuni clienti e i colleghi della donna. «Non ho aggredito nessuno - dice il protagonista - sono solo esasperato e senza cibo».

Spiega il direttore generale dell’Inps Toscana Fabio Vitale per fotografare la situazione: «L'emergenza che il Paese sta vivendo a causa della crisi economica desta grandissima preoccupazione». E aggiunge esprimendo solidarietà alla vittima dell’aggressione: «Un clima di pericolo che mette a rischio anche la sicurezza personale dei lavoratori».

Ecco perché il pensiero va a precedenti tristemente noti come l’omicidio suicidio nella sede della Regione Umbria quando, era il 6 marzo scorso, un imprenditore ha ucciso due impiegate.

«Quello avvenuto nella sede livornese dell’Inps - spiegano gli investigatori labronici scacciando tragiche similitudini - è stato un gesto dimostrativo che per fortuna non ha avuto conseguenze così gravi ed è stato compiuto da una persona che ha gravi problemi ma che molto probabilmente non avrebbe fatto male a nessuno, anche perché non ce l’aveva con la dipendente».

Dello stato confusionale nel quale si trovava il cinquantunenne si sono resi conto i due carabinieri che lo hanno accompagnato in ospedale. «Non si ricordava niente di quello che era avvenuto pochi minuti prima e non sembrava che stesse bluffando».

La dipendente, ancora sotto choc, è stata invece soccorsa da un’ambulanza della Misericordia e trasportata al pronto soccorso dove è stata medicata e dimessa poche ore più tardi con tre giorni di prognosi.

Per tutta la mattina i carabinieri hanno ascoltato sia gli impiegati dell’Inps che erano presenti sia due clienti che avrebbero assistito a tutta la scena: dall’arrivo dell’uomo, al momento in cui è stato bloccato dopo aver aggredito la donna.

Adesso i militari dovranno decidere per quali reati denunciare il cinquantunenne. «L’impiegata dell’Inps - cerca di spiegare uno degli investigatori - nel momento in cui svolge le sue mansioni è un pubblico ufficiale, dunque il pensionato aggredendola ha da una parte usato violenza nei confronti di un pubblico ufficiale e dall’altra ha interrotto un pubblico servizio, due reati per i quali si procede d’ufficio, senza bisogno di una eventuale denuncia da parte dell’impiegata».

L’uomo quando è stato portato al pronto soccorso ha avuto un attacco isterico e per questo i medici hanno deciso di trattenerlo in ospedale per alcuni accertamenti.

@fedelazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa