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Livorno

Se n’è andato il signore delle banchine

Se n’è andato il signore delle banchine

Addio a Sergio Giani, numero uno della nota agenzia marittima e di spedizioni

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LIVORNO. Con lui se ne va un pezzo di porto. Quel porto che lui stesso aveva contribuito a rifondare dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, e che aveva tirato su come se fosse una sua creatura. È scomparso ieri mattina Sergio Giani, numero uno dell’agenzia marittima e casa di spedizioni, Pilade Giani srl, fondata da suo nonno nel 1881.

Sergio aveva 88 anni, ma la passione di un ragazzino. Fino a novembre era andato al lavoro con la sua auto, poi una malattia l’aveva costretto a fermarsi. Due mesi di sofferenze, alleviate dall’amore della moglie Maria Grazia, chiamata affettuosamente Pupa, con cui era sposato dal 1954 e con cui viveva nella villa di famiglia a Fauglia. Giani adorava la campagna, ma il suo vero amore erano il sale e l’odore del mare, che respirava col cuore dalle finestre del suo studio sugli Scali D’Azeglio. Da lì ammirava il suo mondo: il porto antico. Ma tutta la sua anima l’aveva messa nel porto commerciale.

Aveva 20 anni quando, studente di chimica, aveva iniziato col babbo Angiolo a lavorare sulle banchine nell’azienda di famiglia. Un amore a prima vista che l’aveva spinto a lasciare l’università. «Mio padre adorava il suo lavoro - racconta la figlia Gloria, manager nell’azienda di famiglia - per lui non esistevano sport e hobby. La sua soddisfazione più grande era portare a termine le spedizioni». Una passione che ha dato grandi frutti. Infatti, oltre a lavorare nel ramo dell’agenzia marittima con grandissimi partner, la Pilade Giani srl ha portato a termine spedizioni storiche: solo per citare un paio di esempi, la società ha spedito i vagoni Breda per le metropolitane a Boston e Washington, oltre che, sfidando ogni previsione, una gondola dal Canal Grande a Miami, per una mostra di Made in Italy. Grande professionista, ma anche grande uomo. Amante della famiglia e appassionato di teatro tanto da ospitare in casa gli artisti dopo gli show.

Giani uomo di associazionismo. Per 13 anni, dal 1981, è stato presidente del Propeller, è stato nel consiglio degli spedizionieri di Livorno e membro italiano nel Clecat. Lascia nel dolore moglie, i figli Gloria, Elisabetta e Federico, e i nipoti Maria Vittoria, Beatrice e Federico.

«Oggi il nostro porto perde un altro pezzo, dirai di questi tempi sai la novità! - è il ricordo di Cino Milani, che si rivolge direttamente all’amico defunto - Ed invece no, perché uomini con la tua competenza, signorilità, che hanno fatto grande Livorno ed il suo porto, non ce ne sono quasi più. Sergio, ci mancherai».

Lara Loreti

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di Redazione web