Gioco
Addio Giancarla, maestra di cucina e di cultura
LIVORNO. Se n’è andata lunedì scorso, con la stessa discrezione e con lo stesso sorriso che avevano caratterizzato tutta la sua vita. È morta per una malattia Giancarla Zuccherofino, 73 anni, moglie...
LIVORNO. Se n’è andata lunedì scorso, con la stessa discrezione e con lo stesso sorriso che avevano caratterizzato tutta la sua vita. È morta per una malattia Giancarla Zuccherofino, 73 anni, moglie dell’avvocato penalista Ruggero Papino.
Era molto conosciuta sia in città sia a Cenaia per la sua poliedricità negli ambienti della cultura e della ristorazione. Due ambiti che lei con creatività e sapienza aveva messo insieme, organizzando eventi prima nel suo ristorante a Livorno e poi nella sua dimora in campagna a Cenaia che era diventata un punto di riferimento per amici e personaggi della musica, della letteratura e del teatro.
Per moltissimi anni Giancarla Zuccherofino era stata proprietaria e gestora del ristorante “La Gibigiana”, in piazza Sforzini ad Ardenza, il quartiere dove era nata e cresciuta. Per anni aveva abitato in via Tiberini, poi si era trasferita a Cenaia. Molti la ricorderanno perché insieme al cibo, nel suo elegante locale aveva proposto una quantità di eventi culturali quali mostre, incontri e dibattiti che avevano riscosso un notevole successo.
Trasferitasi a Cenaia circa dieci anni fa, dopo aver perso la figlia, aveva proseguito insieme al marito la sua attività di organizzatrice di eventi culturali, offrendo ai suoi numerosi ospiti e amici, oltre che accoglienza, anche una serie di attività in quello che era diventato il “Teatro verde di Cenaia”. In tutto intorno al suo “cenacolo” ruotavano oltre duecento persone.
Il teatro era inserito tra le strutture della sua casa immersa in un parco sempre fiorito che lo stesso regista Amasi Damiani aveva scelto come set per alcune scene di un suo film. Parco dove oltretutto d’estate avevano anche luogo gli eventi, soprattutto concerti, con artisti di fama internazionale e con bande musicali del circondario, e serate danzanti. Nella villa di Cenaia trovavano spazio anche presentazioni di libri ed incontri con personalità di alto profilo oltre che piccoli spettacoli teatrali.
Il suo Teatro verde di Cenaia era diventato anche un premio letterario per brevi racconti. Come riconoscimenti ai vincitori Giancarla amava elargire le primizie del suo orto che curava con passione. Dagli amici, in primis Paolo Diaria che la conosceva dal 1956, Giancarla era nota come una donna forte e coraggiosa, molto curiosa e affettuosa con tutti, anche con chi conosceva da poco tempo.
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