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Via alle Porte vinciane, funziona l’intesa Livorno-Pisa
Il presidente dell’Authority (livornese) Giuliano Gallanti e il presidente della società Navicelli (pisana) Giovandomenico Caridi hanno tenuto a battesimo la riattivazione sperimentale delle porte vinciane: è uno snodo essenziale per evitare l’insabbiamento del porto di Livorno e, al tempo stesso, permettere il passaggio degli yacht delle industrie pisane
LIVORNO. Via libera alla riattivazione delle porte vinciane, il doppio “sportello” nel canale che collega lo Scolmatore alla Darsena Toscana. A tenerla a battesimo sono stati l’Authority livornese (con il presidente Giuliano Gallanti, il segretario generale Massimo Provinciali e il dirigente di settore Giovanni Motta) e la società pisana Navicelli spa (con il presidente Giovandomenico Caridi) con l’apertura e la chiusura in via sperimentale, una sorta di collaudo in attesa dell’arrivo – nelle prossime ore – della draga che terrà pulito il canale così da permettere la funzionalità delle “porte”. Nei mesi scorsi il passaggio di una nave aveva urtato una delle due porte e, mettendo fuori uso uno giunto, aveva di fatto paralizzato ogni movimento.
La riattivazione concretizza l’accordo fra Livorno e Pisa che, dopo aver litigato clamorosamente al tavolo del governatore Rossi, nel luglio dello scorso anno hanno raggiunto una intesa: le “porte” resteranno normalmente chiuse ma la società Navicelli avrà in mano le chiavi dell’apertura delle porte quando sarà necessario far passare gli yacht costruiti nelle imprese lungo il Canale (con l’Authority che si è accollata la spesa della manutenzione dei fondali). Mantenere di regola chiuse le porte è essenziale per evitare l’insabbiamento della Darsena Toscana, visto che è dimostrato l’afflusso di melme attraverso il canale: è questo che vanifica gli sforzi di escavo del porto.
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